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Luciano Crescenzi, ultimo fornaio storico di Piazza dell’Oca

Scomparso il 27 maggio a 86 anni l’artigiano che ha portato avanti la tradizione di famiglia dal 1800. Il suo forno serviva anche l’ospedale e i ristoranti

Il 27 maggio scorso si è spento Luciano Crescenzi, figura storica dell’artigianato locale che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità di Magliano. Nato il 2 ottobre 1938, Luciano ha dedicato la sua vita all’antica arte della panificazione, portando avanti una tradizione familiare che affonda le radici nella seconda metà dell’Ottocento.

Dal nonno che sfornava per don Giovanni Bosco

La storia del forno Crescenzi inizia infatti con il nonno Crescenzio Crescenzi, che nella seconda metà del 1800 già sfornava pane non solo per Magliano, ma anche per figure come don Giovanni Bosco, quando amministrava il seminario. Questa straordinaria eredità professionale si è tramandata di padre in figlio, fino ad arrivare a Luciano, che ha rappresentato la terza generazione di questa dinastia di fornai.

Un primato storico al servizio della comunità

Il forno di Piazza dell’Oca gestito da Luciano detiene una sorta di primato storico, conquistando nel tempo un ruolo centrale nella vita quotidiana della comunità. Per anni il profumo del pane appena sfornato ha pervaso la piazzetta, richiamando clienti fedeli che sapevano di poter contare sulla qualità e sulla genuinità dei prodotti preparati da Luciano. La clientela del forno spaziava dai comuni cittadini ai degenti del nosocomio “Marzio Marini”, del quale il forno Crescenzi è stato fornitore, fino ai ristoranti locali.

Franca, compagna di vita e di nottate al forno

Accanto a Luciano, instancabile compagna di vita e di lavoro, c’è stata la moglie Franca. Insieme hanno condiviso non solo la vita familiare, ma anche le faticose nottate trascorse a impastare e cuocere il pane. Luciano aveva raggiunto la meritata pensione nei primi anni 2000, chiudendo – assieme al forno – un capitolo importante della storia artigianale di Magliano.

L’impegno sociale e culturale

La sua scomparsa lascia un vuoto non solo nella famiglia, ma nell’intera comunità. Anche perché Luciano oltre a essere stato uno degli ultimi fornai di Magliano, ha sempre partecipato alla vita sociale e culturale della cittadina. E sin da giovane: ad esempio fu uno dei fondatori, nel 1959, del “Circolo artistico Città di Magliano Sabina”, un’associazione dalla quale prese le mosse una filodrammatica e che aveva tra i suoi obiettivi l’apertura di una biblioteca comunale quando non ce n’era ancora una. Inoltre, Luciano è stato un socio attivo di quello che sarebbe stato chiamato Circolo Cittadino.

Alla moglie Franca, alle figlie Anna Maria e Roberta vanno le più sentite condoglianze della redazione di Incontri.

Incontri newsletter 32 – luglio-agosto 2025