È quella di Morino Massoli che attraverso il collegamento consente di leggere l’articolo dedicato da Incontri al cittadino maglianese. Un’idea originale che è stata utilizzata già in Giappone, Cina e altre località del mondo
È stato il novantenne, quasi centenario, più digitale di Magliano Sabina. E forse di larga parte d’Italia. Ma anche nel luogo dell’eterno riposo Morino Massoli, classe 1926, scomparso lo scorso 5 settembre, continua a essere un passo avanti. Sulla lapide della sua tomba al cimitero – nella quale sono raccolte le sue spoglie assieme a quelle della moglie Silvana – è apparsa da qualche tempo una placca, incollata in basso a destra, con stampato un codice QR.
Il QR code è l’evoluzione del tradizionale codice a barre. Ha però la particolarità che può essere inquadrato con gli smartphone e permette di aprire istantaneamente, sul cellulare, siti web, menu digitali o documenti. Ebbene, quello di Massoli – applicato dai familiari – porta a un link che non ci saremmo mai aspettati quando, su queste pagine, abbiamo dedicato a Morino un articolo per la sua scomparsa, quale memoria storica di Magliano. Una piccola biografia, completa anche della sua ultima intervista, che chiunque passi per il camposanto di Magliano e abbia inquadrato il codice QR sulla tomba può ora leggere sul cellulare.
Anche per Jim Morrison un collegamento simile
Un’idea originale per Magliano, che non è escluso venga imitata da altri, ma che già nel 2008 è stata segnalata dall’agenzia di stampa internazionale Reuters in Giappone. Nella piccola cittadina montana di Kofu, i signori Tera e Mikoyo Oba avevano dotato la tomba di famiglia di un QR code (invenzione tra l’altro giapponese) con la stessa funzione che ha sulla lapide di Morino Massoli. Ma quest’idea innovativa è stata di tendenza anche altrove: nel 2021 in un cimitero di Des Moines, una città dell’Iowa negli Stati Uniti, erano stati installati alcuni codici QR per raccontare le storie dei primi residenti. L’ideatrice, Kristine Bartley, aveva infatti creato brevi video biografici, utilizzando storie da lei raccolte nel corso degli anni.

Nel 2015 un sito cinese in lingua inglese – China.org.cn – ha pubblicato un servizio, completo di fotografie, nel quale si vede un memoriale dei caduti della seconda guerra mondiale che utilizza il QR code. Un tecnica che è stata utilizzata anche nel Regno Unito, in Irlanda, in altre parti del mondo e perfino sulla tomba di Jim Morrison. Ovviamente c’è chi offre servizi per realizzare questi codici da abbinare alle lapidi.
Questo uso internazionale probabilmente del QR code nei cimiteri farà piacere al compianto Morino, lui che visse una parte importante della sua esistenza in Messico e che di quella esperienza fu sempre orgoglioso.
Però non in tutto il mondo c’è unanime consenso verso questa tecnica: ad esempio il cimitero nazionale di Arlington negli Usa, quello dove è sepolto Kennedy per capirci, ha proibito l’uso dei QR. Sarebbero irrispettosi del luogo, secondo i responsabili del camposanto nazionale americano, perché collegabili a utilizzi commerciali.
E poi c’è sempre il dubbio che questi strumenti possano essere vittime dell’obsolescenza tecnologica e un domani diventare del tutto indecifrabili. Un po’ come i geroglifici. Ma in Italia? Ci sono altri esempi di utilizzo di codici QR nei cimiteri oltre a quello di Magliano Sabina? Certo che sì, ad esempio a Cagliari (qui la storia dell’idea), ad Albese in provincia di Como e pure a Senigallia.
Incontri newsletter 37 – febbraio 2026

