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Boom di facciate rifatte, ma le imprese sono ferme: rischi per la liquidità

Chi va avanti “tranquillo” con i bonus è il cantiere delle Case Popolari: un intervento gigantesco da sei milioni di euro che però ora soffre per l’aumento dei costi delle materie prime

Cinquanta facciate nuove di zecca grazie ai bonus. Potevano essere decisamente di più, ma le difficoltà delle imprese a scontare i crediti ceduti dai clienti in banca ha fatto segnare il passo. Parliamo dei cantieri che, nell’ultimo anno e mezzo, sono stati aperti grazie alle agevolazioni per la ristrutturazione delle facciate (bonus 90%) e quelle per l’efficienza energetica degli immobili (il Superbonus 110%). Da aprile a Magliano non si vedono più impalcature. Unica eccezione: il maxi cantiere alle Case popolari, gestito dall’Ater anche per coloro che sono proprietari.

Oggi ci troviamo i cassetti fiscali colmi di crediti che le banche si rifiutano o quasi di scontare. Insomma: non ci danno i soldi dei lavori.

Cosa è accaduto? “Dal 2021 abbiamo proposto lo sconto in fattura ai clienti, con un buon successo specie tra i proprietari del centro storico”, dicono gli imprenditori. “Oggi ci troviamo i cassetti fiscali colmi di crediti che le banche si rifiutano o quasi di scontare. Insomma: non ci danno i soldi dei lavori. Il risultato è che, nonostante cantieri già concordati, tutto si è fermato“.

Il centro di Magliano Sabina è stato ridipinto

Nel 2021 l’ufficio tecnico del Comune aveva lavorato 50 pratiche relative al bonus facciate 90%. Se si considera che le ditte avevano iniziato a proporre questa soluzione solo a metà anno, il numero è stupefacente. Il risultato? Basta fare un giro a Magliano: ampi scorci di palazzi rinnovati si vedono in via della Circonvallazione, piazza Cesare Battisti, via Cavour, via Cardinal de’ Lai, piazza del Duomo, piazza Vittorio Veneto (San Pietro). Via della Repubblica è stata quasi completamente ridipinta, così come sono state rifatte quasi tutte le facciate in largo Francesco Crispi, grazie agli interventi su gran parte di Villa Luisa e dei palazzi di fronte a via Larga.

Ecco perché conveniva ai proprietari di case

A invogliare i proprietari è stata la formula proposta dalle imprese che facevano pagare ai clienti solo il 10% e prendendosi il bonus fiscale del 90% che altrimenti i committenti avrebbero dovuto incassare in 5-10 anni. Insomma, se una facciata nuova costava, tutto compreso, 20 mila euro, alla fine i clienti ne pagavano 2000. Il credito poi veniva assorbito dalle Poste o dalle banche, che davano agli edili l’equivalente in denaro. A un certo punto gli istituti di credito hanno chiuso i rubinetti e le aziende sono andate in crisi di liquidità. Nel frattempo il bonus facciate è pure passato dal 90 al 60%. Il governo Draghi, subito prima della crisi, ha provato a trovare una soluzione per far sì che quei crediti fossero recuperabili per le imprese. Ma ci vorrà un po’ per capire se la misura sblocca la situazione e muratori, pittori e edili in generale non rischiano di finire in condizioni peggiori.

Il cantiere delle Case Popolari a via Tito Oro Nobili

Il maxi cantiere delle Case popolari: sei milioni

Va detto, infatti, che le aziende non hanno solo lavorato per le facciate: in Comune per il bonus del 110% sono state lavorate 11 pratiche lo scorso anno e addirittura 26 nella prima metà del 2022. La progettazione, le perizie e anche qualche difficoltà catastale per gli edifici più vecchi del centro storico rendono complessi questo genere di interventi. Tuttavia i cantieri avviati sono diversi. Il più grande è quello le case popolari in via Tito Oro Nobili. Grazie a un progetto dell’Ater – proprietaria più o meno della metà degli alloggi – al quale hanno aderito anche gli inquilini che nel tempo sono diventati proprietari è stata avviata un’operazione che prevede l’adeguamento sismico delle palazzine, il rifacimento delle facciate (con l’addio al bianco casermone), la sistemazione dei balconi e l’efficientamento energetico con cappotto termico, nuovi infissi e nuove caldaie. Un’operazione da quasi sei milioni di euro, che sfrutta più tipi di superbonus.

Caro materie prime e lavori a singhiozzo

Il cantiere è stato inaugurato a luglio del 2021 ma poi è rimasto di fatto fermo fino alla primavera a causa di problemi autorizzativi per alcune delle palazzine e alle difficoltà legate all’aumento dei materiali. Ora il cantiere è avviato in cinque delle nove palazzine. Sono state piazzate delle piastre per la sicurezza sismica e a breve dovrebbe iniziare la posa del cappotto. L’operazione in ogni caso non vedrà la fine prima della seconda metà del 2023.

newsletter 04 – luglio 2022