Dal 2010 ha trasformato la passione per l’arco in una missione formativa: ha fondato la succursale dei Lunghi Archi, insegna il tiro istintivo tradizionale e partecipa alla Giostra del Gonfalone. La storia sportiva del 48enne maglianese
Trasformare una passione nata quasi per caso in uno stile di vita fatto di disciplina, tradizione e condivisione. È la storia di Enrico Montini, maglianese classe 1978, che dal 2010 coltiva con dedizione la sua grande passione per il tiro con l’arco, diventando negli anni un punto di riferimento per questo sport nel territorio.

Dalle battute di caccia alle frecce
L’avvicinamento all’arco proviene da un percorso particolare. Montini, infatti, nasce come cacciatore e proprio dall’esperienza venatoria matura la curiosità e poi la passione per arco e frecce. Una scelta che riporta la caccia a una dimensione più antica e rispettosa della natura. “Cacciare con arco e frecce, come si faceva in antichità, lascia alla preda molte più possibilità di salvarsi rispetto all’arma da fuoco. È una caccia diversa, più etica e più vicina alla natura”, racconta Montini.
Una compagnia per gli appassionati di tutte le età
Da quel primo approccio nel 2010, la passione cresce rapidamente fino a trasformarsi in una vera e propria attività sportiva e formativa. Montini diventa istruttore CSEN e decide di portare il tiro con l’arco anche a Magliano, fondando la succursale de “I Lunghi Archi”, una realtà di nicchia che negli anni ha coinvolto, e continua a coinvolgere, appassionati di tutte le età.
Dalla Giostra del Gonfalone alle gare nazionali
Il suo impegno non si limita all’insegnamento. Dal 2011 Montini è infatti uno dei principali arcieri della Giostra del Gonfalone, una delle manifestazioni maglianesi più sentite, dove il tiro con l’arco rappresenta uno dei momenti più spettacolari e simbolici della rievocazione storica. Parallelamente partecipa a gare a livello nazionale, portando avanti una disciplina che richiede concentrazione, precisione e grande controllo.

Arco istintivo e presa mediterranea
Oggi Montini dedica molto tempo alla formazione di nuovi arcieri, insegnando sia ai bambini sia agli adulti. Il metodo che predilige è quello più tradizionale. “Insegno il tiro istintivo con un arco tradizionale e con presa mediterranea. È un approccio classico e semplice al tiro con l’arco. A Grancino gestisco un campo di tiro con sagome 3D e sono abilitato al rilascio delle certificazioni per l’utilizzo dell’arco e degli attestati per la caccia di selezione con l’arco”, spiega Montini. “Potrei insegnare anche altre tipologie di tiro, ma questa è quella che sento più mia”.
Sensibilità prima della tecnologia
La presa mediterranea è una tecnica di impugnatura della corda dell’arco che utilizza tre dita della mano di trazione, con l’indice sopra la freccia e il medio e anulare sotto, creando equilibrio e stabilità nella fase di tiro. Mentre l’arco classico è essenzialmente quello che veniva usato in antichità: una corda, una impugnatura centrale con due flettenti ricurvi e non è dotato di mirini, stabilizzatori o sistemi meccanici. Un modo di tirare che punta più sulla sensibilità dell’arciere che sulla tecnologia, recuperando il rapporto diretto tra uomo, arco e bersaglio.

Grazie alla sua passione e al suo impegno, Montini continua oggi a trasmettere una disciplina antica, fatta di tecnica, rispetto e tradizione, contribuendo a far crescere a Magliano una piccola ma vivace comunità di arcieri. Una passione che, freccia dopo freccia, continua a guardare lontano.
Incontri newsletter 38 – marzo 2026

