La Penitenzieria apostolica ha concesso il privilegio per i trecento anni della dedicazione del Duomo e gli ottocento del transito di san Francesco. Valido fino al 31 dicembre 2026
Dal 6 maggio, inizio della Novena del Santo Patrono e fino al 31 dicembre di questo anno, nell’occasione dei trecento anni della dedicazione del Duomo di san Liberatore, vescovo e martire, e contemporaneamente alla ricorrenza degli ottocento anni del transito di san Francesco di Assisi (3 ottobre 1226), che soggiornò a Magliano, la Penitenzieria apostolica, nella persona del cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore, ha concesso che la Cattedrale e il Santuario della Madonna delle Grazie fossero chiese “indulgenziate”. Vale a dire chiese nelle quali i fedeli, ogni volta che vi prendono parte ai sacri riti, possono conseguire l’indulgenza plenaria.
Il Duomo, tre secoli di storia dal 1726
Il Duomo di san Liberatore risale alla prima metà del 1700. La dedicazione avvenne il 18 maggio 1726, con il rito liturgico in cui l’edificio sacro fu consacrato a Dio. Il luogo di culto più antico è già presente come Collegiata alla fine del 1400, tanto che il Papa Alessandro VI, la elevò a Cattedrale dei Sabini.

Le reliquie sull’altare e i santi di passaggio
Nello stesso sito vi era un precedente luogo di culto – con la cripta sotto l’attuale sagrestia – forse per ricordare il passaggio di san Lorenzo Siro, soprannominato san Liberatore. Il prezioso altare del Duomo conserva le reliquie di san Liberato e san Lorenzo martire (compatrono della nostra Città). Il Duomo di San Liberatore è il centro delle attività pastorali e delle celebrazioni liturgiche. La festa del titolare e patrono si celebra il 15 maggio. La festa dell’Anniversario della dedicazione si celebra il 18 maggio.
Speciale ricordo si fa dei santi che sono passati o soggiornato a Magliano e nel suo territorio: san Lorenzo Siro, san Francesco di Assisi, il Beato Amedeo del Portogallo, san Giuseppe Calasanzio, san Leonardo da Porto Maurizio, san Paolo della Croce, Beato Pio IX, san Giovanni Bosco, san Giovanni Paolo II, e il Beato Edoardo Francesco Pironio.
La Madonna delle Grazie
La chiesa (Oratorio) Santuario della Madonna delle Grazie, uno dei luoghi di culto più cari alla pietà dei maglianesi, sita in posizione panoramica presso Porta Romana, sui ruderi di un’antica rocca medievale, così come oggi si presenta, risale alla fine dell’1800, in cui sostituì una più antica (l’attuale transetto). Al Santuario era annesso un convento dove vari ordini religiosi si sono seguiti nel tempo.

San Francesco e il miracolo del latte
Oggi il convento, di proprietà comunale, è adibito a ostello. La struttura così restaurata consente un’ampia vista sulla Valle del Tevere. L’antica chiesa fu edificata nella metà del XV secolo, inglobando un oratorio del XII secolo dedicato al Santissimo Salvatore. La cripta conserva, con affreschi votivi, la raffigurazione di san Francesco di Assisi, con le stimmate e inginocchiato davanti al crocifisso. Questo oratorio ricorda la permanenza del Poverello di Assisi a Magliano e attesta la devozione riconoscente della famiglia che ricevette, per intercessione del santo, il “miracolo del latte”, come riportato dalle “Fonti Francescane”.
L’interessamento del parroco
Il dono delle due Chiese “indulgenziate” è stato concesso grazie all’interessamento del parroco don Vito e al nulla osta del vescovo monsignor Ernesto Mandara. L’indulgenza plenaria esprime la piena misericordia di Dio verso il fedele pentito, che, avendo rimessa la colpa con il sacramento della Riconciliazione, ha la necessità che gli siano rimesse anche le pene temporali. E questo grazie alla redenzione di Cristo e all’azione dalla Chiesa che ne distribuisce la grazia.
Come ottenere l’indulgenza
L’indulgenza è collegata al compimento dell’opera prescritta della visita del Duomo o della Chiesa della Madonna delle Grazie, unita alla confessione sacramentale – per essere in grazia di Dio – alla partecipazione alla Messa, alla preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice e al totale distacco dal peccato, ossia l’esclusione da qualsiasi affetto al peccato, anche veniale. Può essere acquistata una volta al giorno, per sé o per i defunti. I malati e tutti coloro impossibilitati a prendervi parte fisicamente, possono ugualmente fruire del dono dell’Indulgenza plenaria se uniti spiritualmente agli eventi.
Incontri newsletter 39 – aprile 2026

