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Cinque anni di Bar Garden, lanciato nell’asporto grazie al lockdown

Aperto per ragioni familiari e inaugurato sotto Covid oggi si è evoluto (anche) in un servizio di catering. L’introduzione nel menu del bar di preparazioni tradizionali ha portato al passo successivo. Ricette apprezzatissime, anche nei brunch dei vip

Il prossimo 5 marzo l’attività festeggerà cinque anni di vita.  Ma in questi pochi anni, quella che nacque più con lo scopo di ricongiungersi ai familiari, è oggi una realtà in vera crescita e che impiega più di una decina di persone. L’attività in questione è il Bar Garden di Angelo Baiocco.

“Cinque anni fa – racconta Baiocco – ho deciso di rilevare l’attività per la voglia e l’esigenza di tornare a casa dalla mia famiglia. Da oltre dieci anni, infatti, lavoravo come responsabile in un’area di servizio a Perugia, ma quella vita di pendolarismo non era più sopportabile”. E così Angelo si è dimesso dal lavoro e ha acquisito la licenza.

Lo staff del Bar Garden al Crocifisso

“In un primo momento l’idea del catering (che oggi rappresenta il punto di forza dell’azienda, ndr) non c’era. Fin da subito – racconta Baiocco – abbiamo dovuto prendere dimestichezza con l’asporto. Abbiamo, infatti, aperto il bar il sabato, e senza inaugurazione perché eravamo in piena seconda ondata Covid. E il lunedì il territorio è stato sottoposto nuovamente a restrizioni. Nel giro di poche ore ci siamo dovuti organizzare: abbiamo deciso di non abbassare la serranda, di posizionare un tavolo proprio di fronte all’ingresso e proseguire l’attività con l’asporto”.

Quello che poteva essere un colpo al cuore di qualunque esercizio pubblico si è trasformato in opportunità. “I maglianesi ci hanno accolto fin da subito con entusiasmo e la loro assidua presenza ci ha permesso di avviare l’attività anche in quel periodo di incertezza”.

Ed è proprio tra quei caffè e cappuccini in monouso che l’idea di ampliare la proposta gastronomica si è affacciata nella mente di Angelo. “Insieme ai panini e tramezzini da bar classici abbiamo iniziato a proporre pizza e falloni preparati da mia madre e mia zia secondo l’antica ricetta dell’impasto tradizionale. In poco tempo, anche grazie al graduale ritorno alla normalità, la richiesta è cresciuta in maniera sproporzionata”. Al Bar Garden non riuscivano più a soddisfare la richiesta: tanti, troppi, entravano al bar e rimanevano “delusi” per non essere riusciti a trovare un fallone. “Abbiamo quindi iniziato a prendere ordinazioni. Da lì alle prime richieste per rinfreschi il passo è stato breve”.

In quel momento che Angelo Baiocco, che già aveva cominciato a contare sul supporto dei familiari, ha deciso di parlare ai suoi di una nuova idea: ampliare l’attività introducendo il catering. “I miei, in special modo papà – che da sempre aveva lavorato come cuoco – ma anche mio fratello che già da anni lavorava nei ristoranti, mi hanno subito sostenuto”. Il fratello Andrea, oggi il più grande supporto di Angelo, ha deciso di licenziarsi e di cominciare a lavorare con lui. “Ha una capacità organizzativa, una professionalità e una dedizione al lavoro straordinarie. Abbiamo cominciato con i primi semplici servizi e fin da subito abbiamo riscontrato grande apprezzamento. Anche in questo caso il passaparola ha fatto il resto”. 

Angelo Baiocco

“Ogni servizio – racconta Angelo – regala grandi soddisfazioni e forse anche perché noi, che ormai insieme ai miei famigliari contiamo su un gruppo di circa dieci collaboratori, ci divertiamo davvero! Tra questi abbiamo avuto anche occasione di portare i nostri sapori in contesti particolari: siamo stati chiamati diverse volte all’Aeroporto dell’Urbe in occasione di pensionamenti di alcuni ufficiali”. Poco tempo fa sono stati alla Basilica di San Sebastiano Fuori le Mura di Roma in occasione dell’annuale festa dell’Associazione nazionale Vigili urbani.

“Abbiamo anche avuto il piacere di organizzare il brunch nella proprietà dei conti Cencelli, il giorno dopo delle nozze della nipote. È stato un vero piacere osservare questi ospiti internazionali, certamente abituati ad altri sapori, apprezzare la nostra pizza con la cipolla, i fagioli con le cotiche o le richiestissime ciambelline con l’anice di mia zia” sorride Angelo. “Oggi posso dire davvero di essere soddisfatto e sereno. E per questo ringrazio la mia famiglia, i miei genitori, mia moglie e l’intera comunità. Il mio paese di origine, Collevecchio, è sempre nel mio cuore, ma l’affetto e le attestazioni di stima dei maglianesi sono continue e per questo li ringrazio infinitamente”.

Incontri newsletter 37 – febbraio 2026