Niko e Desirée Vittori, due fratelli e la loro passione per la sartoria e la moda, anche contemporanea, sognano di farne una professione. Ecco come è nata la mostra ‘Mirifice’

Tutto è iniziato grazie a nonna Mara, maestra di taglio che aveva studiato dalle Sorelle Fontana a Roma. I giochi con lei, a far vestiti per le bambole, i suoi insegnamenti, osservarla hanno gettato i semi per una passione che è poi maturata. E che si è poi svelata agli occhi dei visitatori della mostra di opere sartoriali “Mirifice. Il lusso del Rinascimento”, aperta tre dal 13 al 15 maggio al Teatro Manlio, allestita con i costumi rinascimentali realizzati a loro spese con le loro abili mani artigiane. Niko e Desirée Vittori sono due giovani di Magliano Sabina, di 24 e 27 anni, fratello e sorella, con un sogno in tasca: aprire una sartoria. Non una sartoria qualsiasi, ma una bottega alla quale ordinare abiti su misura, costumi di scena e abiti storici.
Un lavoro di documentazione storica su libri e dipinti
Per ora i due hanno iniziato in casa, ma sperano di arrivare in una grande città. “Prima di realizzare gli otto costumi di ‘Mirifice’ ci siamo documentati moltissimo, leggendo libri, osservando opere d’arte”, racconta Niko, che lasciato il lavoro in ceramica ha scelto la sartoria per il suo futuro. “Ad esempio per un abito, quello dorato, abbiamo tenuto in mente la ‘Dama con il liocorno’ di Raffaello. Per un accessorio, invece, abbiamo osservato con attenzione la ‘Eleonora di Toledo’ del Bronzino”, aggiunge la sorella, studi allo Scientifico, un corso di taglio e cucito come background e una grandissima passione per la moda. “Le nostre però non sono riproduzioni di abiti esistenti”, tiene a precisare Niko.

Usano il linguaggio antico, non copiano abiti d’epoca
La particolarità del lavoro di questi due giovani maglianesi è infatti proprio questa: acquisire il linguaggio di un determinato stile e farlo proprio per poi produrre abiti “nuovi” ma perfettamente coerenti. Un approccio che ricorda un po’ una tecnica che fu di Indro Montanelli per i dialoghi dei suoi personaggi nella “Storia d’Italia”: forse non furono pronunciati, al tempo, ma è perfettamente plausibile che lo fossero.

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Conoscere la moda del passato per creare quella di oggi
L’“alfabetizzazione alla moda antica” che perseguono i due fratelli ha un particolare importanza. “Studiare il Rinascimento è un grande studio, molte innovazioni e scelte di moda risalgono a quell’epoca”, spiega Niko. E proprio sulla base di questi spunti possono nascere stimoli per creazioni contemporanee. Perché questa attenzione al passato non deve ingannare. Infatti i Niko e Desirée non vanno visti come sarti di abiti d’epoca – e alcuni di quelli della Giostra del Gonfalone sono opera loro – bensì come artigiani pronti a realizzare qualunque tipo di abito. Questa è la loro scommessa per il futuro. In bocca al lupo.
In copertina una foto degli abiti di Niko e Desirée Vittori in una foto di Fiamma Silvestri.
newsletter 02 – maggio 2022

