A Magliano ha aperto la prima casa del progetto: un appartamento sostenibile nel centro storico dove le persone imparano a gestire la vita quotidiana in autonomia. Una seconda struttura in zona Case Popolari
C’è chi sparecchia e chi apparecchia, c’è di prepara la colazione e chi i pasti principali. La scelta dei menù settimanali è condivisa e ognuno pensa a mantenere in ordine i propri spazi, nelle camere, come anche negli spazi comuni. Organizzazione. È la parola che più rappresenta la casa che il Comune di Magliano ha messo a disposizione, in una porzione dei locali dell’Ospedale Vecchio in centro, per i primi sei ragazzi con disabilità che hanno scelto di lasciare le proprie famiglie, nido sicuro, e sperimentarsi con la vita di tutti i giorni. È quanto possibile con il progetto “Dopo di noi” nato per volontà dei sindaci della Bassa Sabina aderenti allo stesso Consorzio sociale.
Una casa con domotica e materiali sostenibili
Lo spazio, abitato già da marzo da sei persone, due femmine e quattro maschi, sarà presto inaugurato ufficialmente. L’appartamento è totalmente realizzato con materiali sostenibili, sistema di riscaldamento e raffreddamento elettrico, tutto gestito grazie alla domotica. La “casa” si compone di tre camere doppie, due bagni, cucina abitabile e salone e ripostigli.
Il sindaco Falcetta: “Una comunità solidale”
“L’amministrazione comunale da ormai cinque anni sta costruendo servizi per affrontare le fragilità in modo organico non lasciando soli i fruitori e le famiglie – spiega il sindaco di Magliano, Giulio Falcetta – Crediamo che investire su servizi per le persone fragili sia indispensabile per costruire una comunità sempre più solidale e accogliente. Tant’è vero che abbiamo anche aderito alla Fondazione ‘Città del Sollievo’, ente nazionale che sarà al nostro fianco per migliorare ulteriormente la sensibilità comune”.

Realizzato con 200 mila euro di fondi del Pnrr
Il titolare del servizio è il Consorzio Sociale della Bassa Sabina, mentre Magliano è stato soggetto attuatore delegato per la realizzazione grazie a 200 mila euro di fondi Pnrr. La gestione è stata affidata dal Consorzio alla cooperativa Alice Nova che coadiuva i ragazzi con personale specializzato, sia nella gestione della parte abitativa che in quella lavorativa. “Su quest’ultimo aspetto – sottolinea il sindaco – voglio ringraziare le attività commerciali che hanno aderito all’iniziativa ospitando i nuovi ‘lavoratori’, è per noi motivo di orgoglio rappresentare una comunità che ha sposato in pieno una iniziativa dall’alto valore sociale e umano”.
Un secondo appartamento in via Nobili
Alla realizzazione del progetto ha partecipato anche il Rotary Club Sabina Tevere, che il primo cittadino ringrazia per la continua attenzione, con un contributo economico per la fornitura di parte degli arredi. Quello dell’ex ospedale sarà solo uno dei due appartamenti legati al progetto, l’altro appartamento, anch’esso da sei posti, realizzato grazie a fondi regionali, sarà collocato in una delle palazzine di via Tito Oro Nobili. Una volta entrato a regime, dopo la fase di start up in atto, è prevista una retta di partecipazione alle spese.
Incontri newsletter 40 – maggio 2026

