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Droga e armi, Magliano Sabina non è immune dai traffici criminali

Casi recenti e una retrospettiva delle operazioni delle forze di polizia fanno scoprire una realtà sgradevole. Non risulta la presenza di forme organizzate di delinquenza, ma la criminalità è purtroppo presente

Le colline verdi e la tranquillità del borgo fuoriporta possono nascondere le sue insidie. Disagio giovanile, abuso di alcol e droghe oltre all’insediamento di attività criminose che, seppur non organizzate, sfruttano proprio questa tranquillità per nascondersi. È il lato oscuro della vita lontano dalle tentazioni delle metropoli che, tuttavia, emerge periodicamente a Magliano sulla scorta delle notizie che filtrano circa l’attività di repressione delle forze dell’ordine.

Hashish e munizioni a Magliano Sabina

L’ultima denuncia, risalente ai primi di giugno, ha generato più di qualche preoccupazione. Un quarantenne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dopo che nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato droga e un grande quantitativo di munizioni. I dettagli che hanno portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria e al successivo sequestro sono, se vogliamo, ancora più inquietanti. I militari della stazione di Magliano Sabina hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Rieti per cercare una pistola che era sparita, alcuni giorni prima, da un’abitazione maglianese.

La pistola alla fine non è stata trovata, tuttavia i carabinieri hanno scoperto diverse dosi di hashish che, secondo quanto riportato in una nota del Comando provinciale, era già confezionato in singole dose che, è l’ipotesi investigativa, erano pronte per essere spacciate. Nell’abitazione sono state trovati alcuni proiettili di vario calibro nonché un caricatore per pistola di cui l’arrestato non sapeva fornire spiegazioni. In caserma è stato poi accertato che le munizioni non erano state mai denunciate e che l’uomo non aveva un porto d’armi. È stato denunciato a piede libero per possesso di munizioni e detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio.

Traffici sospetti e smistamento di droga

Quanto accaduto può essere interpretato come un altro segnale che a Magliano, in silenzio, circolano stupefacenti e che il territorio viene scelto per smistarli lontano dai controlli delle grandi città. Le operazioni delle forze dell’ordine degli ultimi anni, prese a campione, fanno dare questa lettura. Basti pensare all’operazione che nell’autunno dello scorso anno ha portato all’arresto di una persona che, senza fare tanto rumore, si era stabilita in un appartamento alle porte del centro storico. Lì i carabinieri di Civita Castellana a ottobre del 2023 trovarono 50 chili di droga, 47 di hashish e 300 grammi di cocaina. Droga che, secondo la stima dei carabinieri, una volta immessa sul mercato avrebbe fruttato circa mezzo milione di euro. Secondo l’ipotesi investigativa l’appartamento di Magliano era una sorta di centro di smistamento. Lì venivano confezionati i pacchi con la droga che attraverso un sistema di caselle postali o box per i pacchi raggiungevano le piazze dell’Umbria e della Tuscia.

Crocevia per i corrieri di stupefacenti

La presenza della Flaminia e, soprattutto, dell’A1 fa in modo che i corrieri della droga, per forza di cose, passino con i loro carichi per Francellini. E sempre rimanendo agli ultimi anni alcuni di loro sono rimasti nella rete e catturati. L’ultimo maxi sequestro è stato a gennaio quando gli agenti della sottosezione della polizia stradale di Roma Nord hanno fermato un’utilitaria nei pressi del casello di Magliano. A volante c’era un romano che è finito in manette perché nel bagagliaio della vettura sono stati trovati 30 chili di hashish e 5.000 euro in contanti. La droga, da quello che è stato poi accertato, era destinata al mercato romano.

Ma non è sempre così. Basti pensare che nel 2019 a Firenze fu portata a termine una maxi operazione che portò al sequestro di mezza tonnellata di stupefacenti. L’inchiesta partì dall’arresto, avvenuto a Magliano, sempre nei pressi del casello A1, di un albanese che trasportava 70 chili di marijuana. Nel 2021 lungo la Flaminia i carabinieri di Magliano Sabina hanno fermato un ventenne padovano mentre stava svoltando verso l’autostrada. A bordo dell’auto nascondeva un chilo e 700 grammi tra marijuana e hashish destinata ai mercati del nord.

La caserma dei carabinieri di Magliano Sabina

I legami dello spaccio con il circondario

Le indagini svolte negli anni non hanno evidenziato infiltrazioni di mafie straniere – come avvenuto con i nigeriani a Rieti per esempio – e nemmeno con le consorterie criminali della Capitale. I traffici di droga avvengono sulla direttrice con la Capitale in maniera episodica. Forti i legami anche con la Tuscia – dove una parte dello spaccio è in mano a stranieri – e con l’Umbria: Terni ma anche la più grande piazza di Perugia.

Negli ultimi due anni ci sono state diverse operazioni antidroga nel territorio di Collevecchio, alcune delle quali legate strettamente a Magliano. In un paio di casi, infatti, secondo l’ipotesi dei carabinieri, lo stupefacente sequestrato era destinato anche alla piazza maglianese.

Stessa cosa per una serie di operazioni avvenute negli ultimi anni nei comuni di confine della Tuscia. A febbraio è finito in manette un cinquantenne di Gallese che nascondeva hashish e cocaina nel cammino della sua abitazione di campagna. Nel 2021 è stata sequestrata una maxi piantagione di marijuana – 2.200 piantine e 2 chili di erba pronta per lo spaccio – in un capannone industriale. Nel 2017 a Gallese, nella tenuta di un uomo di origine sarda, vennero trovate 177 piantine di canape e una vera e propria santabarbara: quasi 16 chili di tritolo, due detonatori, alcuni metri di miccia e munizioni, un fucile calibro 12, 3 cartucce calibro 12 e una pistola semiautomatica calibro 6,35.

La preoccupazione dei sindaci

Si tratta di una situazione da tenere sott’occhio come è emerso durante a febbraio durante la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza che a febbraio si è svolta a Poggio Mirteto e durante la quale i sindaci della Bassa Sabina hanno manifestato la “grave preoccupazione per fenomeni di illegalità quali il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti e l’abuso di alcol soprattutto tra le giovani generazioni”.

Anche se il numero degli arresti e denunce e delle segnalazioni alla Prefettura per consumo personale di sostanze stupefacenti non evidenzia la presenza di gruppi criminali stanziali, tuttavia “la collettività manifesta una sensibilità su un fenomeno di disagio giovanile, percepito come sicuramente esistente, che impone un’ attenzione specifica alle agenzie educative della famiglia e della scuola e finanziamenti per interventi di prevenzione finalizzati che non sempre i bilanci di piccoli Comuni riescono a supportare”.

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