Non c’è solo la Cantina sociale in crisi. Il titolare dell’azienda agricola di Castellano: “Dalla politica abbiamo solo proclami, poi la realtà è che sopportiamo le stesse spese di chi produce il Brunello ma con ricavi – quando ci sono – infinitamente minori”
L’ azienda agricola di Renato Nulli, che si trova in località Castellano a Magliano subito dopo la proprietà del Conte Cencelli, subirà un profondo ridimensionamento dopo 35 anni di attività. Renato è subentrato al padre Olimpio nella gestione di una fattoria specializzata nella produzione di uva da vino e nell’allevamento di vitelli da carne.
Storia di una fattoria maglianese
“All’inizio – racconta Renato Nulli- portavamo l’uva nel Nord Italia, con costi molto alti ma ricavi congrui nell’ordine di 40 mila lire al quintale. Poi abbiamo iniziato a conferire alla cantina di Montopoli, che pagava meno ma era più vicina, finché non ha chiuso i battenti. Quindi è stata la volta di Amelia, dove per diversi anni abbiamo portato quasi tutta l’uva fino al fallimento della cantina. Cosa che mi ha fatto perdere due anni di raccolto oltre alle quote sociali”.
Quest’anno con i 100 quintali prodotti non pago nemmeno le spese, per cui ho deciso di mollare.
Una nuova società è subentrata alla vecchia saldando i creditori (ovvero le banche) ma non i conferenti. Nulli ci ha riprovato. “A quel punto ormai la maggior parte della vigna era vecchia e andava sostituita ma non avevo più la forza e la motivazione per ricominciare. Così ho espiantato circa 3 ettari di viti riservandomi i diritti su un eventuale ripristino – che non avverrà più – e perdendo la possibilità di vendita delle mie quote, perché prima si poteva fare, oggi non più”.
Problemi personali hanno poi bloccato per un anno l’imprenditore agricolo , erede di una delle aziende più prestigiose nel panorama agricolo maglianese, mandando tutto in malora. “Quest’anno con i 100 quintali prodotti non pago nemmeno le spese, per cui ho deciso di mollare. Ultimamente vendevamo l’uva a 25 euro il quintale come quando ho iniziato, ma i costi sono diversi. Ho due figli giovani che giustamente hanno fatto scelte diverse e come dargli torto? Dalla politica abbiamo solo proclami, poi la realtà è che aziende come la mia hanno le stesse spese di chi produce il Brunello ma con ricavi – quando ci sono – infinitamente minori”.
“Guerra mediatica contro carni rosse e alcol”
“Ultimamente media e guru della medicina stanno combattendo una guerra contro le carni rosse e l’ alcol accusati di essere tra le cause principali di tumori. Il governo ha inasprito le sanzioni per chi guida anche dopo aver bevuto un bicchiere di vino durante il pranzo e tutto questo non può che abbassare i consumi”.

La vicenda di Nulli fa ripensare a un un film di Troisi – Le vie del Signore sono finite – ambientato nel Ventennio: il protagonista era andato a Roma all’ ufficio brevetti per registrare una lozione per capelli e una pomata antidolorifica in un momento in cui comandava un Pelato che dichiarava che: “Gli italiani dovevano soffrire”. E così Renato Nulli si arrende alle imposizioni di chi ha deciso cosa dobbiamo mangiare, bere, fumare, guidare, leggere e anche pensare.
Incontri newsletter 34 – novembre 2025

