È scomparso a 63 anni il medico di base che ha operato per decenni a Magliano. Ma soprattutto è scomparso l’amico di tutti, poliedrico e disponibile. È stato anche uno dei redattori che hanno fatto nascere Incontri
Ha risposto alle richieste dei pazienti fino all’ultimo. Solo il giorno prima dell’8 gennaio, quando alle 8:13 del mattino ci ha lasciati, Fabrizio Granati ha scritto ai propri pazienti che in caso di necessità si sarebbero dovuti rivolgere alla Casa della Salute di Magliano Sabina. L’ultimo dei medici di origini maglianesi si è spento così all’ospedale di Rieti a 63 anni, dopo una malattia emersa un paio di anni fa e contro la quale ha lottato fino alla fine.
Non hai mai tenuto alle apparenze. Per te ha sempre contato la sostanza. Essere un bravo medico, essere un amico speciale.
Laureatosi in Medicina e chirurgia nel 1992 e abilitato lo stesso anno è stato per decenni medico di base a Magliano, Tarano, Stimigliano e Collevecchio. Ma è stato soprattutto un amico per moltissimi maglianesi, che lo hanno salutato numerosi a San Liberatore il 10 gennaio insieme a tantissime persone venute dai comuni della Sabina (e non solo). Fabrizio era una persona disponibile come poche.
“‘Carissimo’. Era il saluto con cui accoglievi le persone, caro Fabrizio – lo ha ricordato a nome di tutti gli amici Massimo Lorenzoni – Lo hai usato fino all’ultimo. Anche in ospedale. Ed è sempre stato un piacere ascoltarlo, perché si sentiva che era vero. Autentico come te. Non hai mai tenuto alle apparenze. Per te ha sempre contato la sostanza. Essere un bravo medico, essere un amico speciale”.
Una delle colonne della redazione di Incontri
Fabrizio Granati non è stato solo un medico molto amato. È stato anche uno dei redattori di Incontri a inizio anni 90. Al punto tale di arrivare a coordinare la redazione per due numeri nel 1993 e di essere una delle anime del desk, la cucina dove si fa il giornale, fino al 1996. Ha poi continuato a collaborare, anche da medico fino al 1998.
Fabrizio si potrebbe definire anche quello che in gergo giornalistico si chiama ‘un cronista di razza’. Scriveva benissimo: strutturava il pezzo – condensato in poche righe – con informazioni chiare, domande pertinenti, e un grande senso della notizia. Se non fosse stato il dottore dei maglianesi, avrebbe potuto diventare un ottimo giornalista professionista. Basta sfogliare i suoi articoli per capire che aveva mestiere e talento anche per questo. In fondo era la sua grande curiosità verso il mondo, la scienza, i fatti a renderlo così speciale.
Gli studi e un talento poliedrico
Il futuro dottor Granati era figlio di Augusto, 90 anni, storico proiezionista e bidello delle Medie, e fratello di Claudio, notissimo informatico che ha accompagnato Magliano nella rivoluzione digitale. Il padre e la defunta madre, Anita, sono originari di Cottanello e Montasola, ma hanno messo le loro radici a Magliano in maniera profonda.
Fabrizio è sempre stato un talento poliedrico: bravissimo a scuola, si era diplomato al liceo classico “Mariano Buratti” di Viterbo, studiando alla sezione staccata di Civita Castellana. Compagno di banco, e amico carissimo di quegli anni, era stato Pietro, un giovane che divenuto francescano ad Assisi è tornato a Magliano per concelebrare le sue esequie. Inutile dire che fra’ Pietro ha parlato della sua bontà e della sua generosità verso gli altri, lui pur tanto attento alle spese.
Un grande amico delle persone

Fabrizio Granati ha fatto di tutto, con umiltà, pur essendo dotato di un intelletto raffinato e una eccellente velocità di pensiero. Ha consegnato bombole ai maglianesi per conto di Franco Santucci e fatto i caffè al bar Marini per costruirsi un futuro da dottore e uno studio medico.
Si è laureato alla Sapienza con una tesi su un farmaco sull’interruzione di gravidanza che aveva richiamato l’attenzione della casa farmaceutica e della cattedra universitaria. Ma lui non aveva tempo, e forse era troppo modesto, per tentare una carriera accademica. E aveva scelto di fare il medico: guardie notturne, prelievi, sostituzioni, poi via via i primi pazienti.
Nel frattempo era contemporaneamente in grado di essere un bravo fotografo, un abilissimo utente di computer, addirittura un tecnico del suono o un attore. Sì, perché Fabrizio Granati ha anche recitato in uno dei varietà in dialetto maglianese. È stato impegnato in manifestazioni, eventi, come pure partite a carte e serate in comitiva.
Perché una delle sue caratteristiche era proprio questa: essere un grande amico delle persone. Un’amicizia e una capacità di accogliere l’altro che ha trasferito interamente nella professione. E forse per questo potrebbe meritare – senza che i suoi colleghi se ne abbiano – il titolo di “dottore dei maglianesi”.
In occasione delle esequie, al posto dei fiori, è stato scelto da alcuni amici di avviare una raccolta di fondi tra amici, pazienti e conoscenti per fare una donazione all’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Per chi vuole partecipare il bussolotto è posizionato al caffè Civico 28 in via Roma a Magliano Sabina.
La Asl di Rieti ha assegnato temporaneamente i pazienti del dottor Fabrizio Granati al dottor Antonino Tomaselli che riceve alla Casa della Salute (nel momento in cui scriviamo) il lunedì e il mercoledì dalle 15 alle 17.
Incontri newsletter 36 – gennaio febbraio 2026










