Si tratta di ragazzi con 77 come voto medio: chi prosegue ha invece successo all’università. Il 36% dei diplomati all’Alberghiero fa registrare un buon indice di occupazione. I dati di Eduscopio
Il 22% dei diplomati al liceo scientifico di Magliano Sabina “Mario Tagliacozzo” decide di non proseguire gli studi all’università. La media regionale di abbandoni dopo la maturità è del 12%, al “Colasanti” di Civita Castellana è dell’11%. Si tratta – nel caso di quelli che non proseguono gli studi – di liceali “maglianesi” che hanno riportato un voto medio di diploma di 77/100, contro la media di 89,4/100 di quelli che si iscrivono all’università. In entrambi i casi si tratta di votazioni superiori a quelle medie degli allievi del “Colasanti”, che sono di 73,3/100 per chi abbandona gli studi e di 77,5/100 per chi li prosegue.
Va inoltre detto che solo l’8% dei diplomati del “Tagliacozzo” si ferma al primo anno di università, contro una media regionale del 10%. Le università più gettonate sono la Sapienza (69%), Luiss (10,3%) e Tuscia (6,9%). Prevalgono gli studi a indirizzo scientifico (24,1%), economico-statistico (20,7%) e tecnico (20,7%). Significativa la differenza con Civita Castellana per l’area disciplinare sanitaria: i maglianesi la scelgono nel 3,4% dei casi contro il 9,2% dei civitonici.
Indice di occupazione per il professionale sopra media
A rivelare queste cifre è la Fondazione Agnelli attraverso il sito Eduscopio.it, che il 22 novembre scorso ha pubblicato i dati dell’edizione 2023/2024. La stessa piattaforma dedica un focus anche all’Alberghiero di Magliano Sabina, indagando sugli sbocchi lavorativi dei diplomati. In questo caso l’indice di occupazione è del 43%, con un’attesa media di circa 264 giorni per trovare un contratto di lavoro significativo di solito in un raggio di 20 chilometri dalla propria abitazione.
Il 36% degli studenti che ha concluso gli studi all’Alberghiero di Magliano ha lavorato per più di sei mesi in due anni, il 20% meno di sei mesi. Nel raffronto con la media regionale i diplomati “maglianesi” trovano occupazione più della media regionale (che è 31%) e più spesso di altri ragazzi laziali con lo stesso titolo di studio affiancano lavoro e formazione accademica successiva: il 12% dei “maglianesi” studia e lavora (contro il 10% del Lazio), mentre il 4% ha deciso di dedicarsi esclusivamente all’università (contro il 12% della media regionale).

Non mancano però le note negative. La prima riguarda la coerenza tra diploma e lavoro dopo due anni che ricorre nel 23,1% dei casi (contro, ad esempio, il 37,8% dell’Alberghiero di Caprarola). Ma questo è un fattore che non dipende solo dagli studi, ma anche dall’offerta di lavoro sul territorio. In senso inverso chi è uscito dall’Alberghiero di Magliano ha trovato un contratto a tempo indeterminato dopo due anni nel 25% dei casi, contro il modestissimo 3,9% dei diplomati a Caprarola.
newsletter 17 – dicembre 2023
