Il progetto della dottoressa Claudia Bonamici per i ragazzi svantaggiati. Coinvolti nell’iniziativa l’azienda Mazzilli, il vivaio di Roberto Vivadio, PuroPadel di Lorenzo Graziani e la Mirabilis Teatro Societas
Preparare il terreno, mettere a dimora semi e piante. Prendersi cura di arbusti e fiori o, più in generale, operare in un’azienda agricola, inseriti in un contesto lavorativo vero e proprio. È questo il concetto di fondo del progetto di inclusione sociale che ha coinvolto alcuni ragazzi con disturbo specifico dell’apprendimento seguiti da Claudia Bonamici, terapista psico-educazionale della riabilitazione dell’età evolutiva. “Essere inseriti in questi contesti è di fondamentale importanza per i ragazzi”, spiega la dottoressa Bonamici. “Si tratta di persone affette da autismo, Adhd e ritardo mentale che hanno un grande bisogno di vivere momenti di inclusione sociale”. Ma gli interventi a loro favore non sono circoscritti alla sola agricoltura, ma – come si vedrà – allo sport e al sociale.
L’inserimento in azienda per un ruolo in società

La prima azienda a offrire la propria disponibilità al progetto di Claudia Bonamici è stata quella di Federico e Famiano Mazzilli. Poi, con grande entusiasmo, la richiesta è stata accolta dal vivaio di Roberto Vivadio. “Tre ragazzi per tre volte alla settimana, sotto la mia supervisione, hanno seminato, preparato orti, rinvasato piante, aiutato Roberto a sistemare il vivaio, ma anche servito al pubblico“, prosegue Claudia Bonamici. “L’obiettivo principale di queste attività è contrastare condizioni di emarginazione, favorire l’integrazione sociale, potenziare l’auto-monitoraggio emotivo-comportamentale, ma anche favorire lo sviluppo delle competenze sociali-adattive e per fare in modo che anche loro si prendano un ruolo nella società da un punto di vista professionale attraverso l’acquisizione di competenze tecnico operative specifiche”.
“Purtroppo finita la scuola, spesso per molte di queste persone sembra che non ci sia un impiego occupazionale, soprattutto nelle piccole comunità o in particolari contesti famigliari. Contiamo ora di ripetere l’iniziativa anche coinvolgendo altre realtà agricole qui a Magliano e, valutata la possibilità, saremo felici di poter fargli fare anche nuove esperienze”.
Claudia Bonamici
A lezione di padel: attività sportiva in un ambiente green

Però per questi ragazzi non si è pensato soltanto al lavoro manuale in agricoltura, dove il concetto di mutuo aiuto è connaturato, ma anche allo svago. Gli stessi ragazzi sono infatti stati coinvolti nel progetto “Padel4Brain“, realizzato a Fabrica di Roma, nel club PuroPadel del maglianese Lorenzo Graziani (in società con Paolo Paolelli), il primo club indoor italiano che coniuga sport e sostenibilità ambientale. “Grazie al sostegno di alcune importanti aziende del territorio vengono pagati gli insegnanti professionisti che li seguono”, racconta Lorenzo Graziani. “Questi giovani tra i 12 e i 20 anni hanno l’opportunità di mettersi in gioco e di confrontarsi in una sana competizione. Con loro, poi, è stato affrontato anche il tema della sostenibilità ambientale. Fare sport fa bene al corpo, ma farlo in modo green fa bene pure al pianeta”.
Operatori ai centri estivi della Mirabilis Teatro Societas
C’è poi stata l’esperienza del centro estivo. “Abbiamo inserito tre ragazzi all’interno dei laboratori”, racconta Marga Barbaresi della Mirabilis Teatro Societas, che da 25 anni organizza i centri estivi a Magliano. “Frequentano due volte alla settimana, dalle 9 alle 11, i laboratori dei ‘cuccioli’ (i bambini più piccoli, ndr) e dei più grandi. Prima di tutto si occupano dell’accoglienza. Una volta entrati tutti i bambini li aiutano a fare colazione: aprire le merendine, le bottiglie di acqua e quindi li sorvegliano. Dopo la colazione loro aiutano i ragazzi nei laboratori manuali“.
I bambini sono stati molto contenti perché in questo contesto viene meno la distanza che a volte si crea davanti alla disabilità. I bambini li sentono e li riconoscono come operatori.
Marga Barbaresi
I ragazzi, riferisce Marga Barbaresi, sono molto motivati e presenti a tutto ciò che si fa. “In virtù dei laboratori manuali riteniamo molto importante questi momenti. È fondamentale, come condiviso con Claudia Bonamici, dare loro un ruolo. E si sono inseriti benissimo. I bambini sono stati molto contenti perché in questo contesto viene meno la distanza che a volte si crea davanti alla disabilità. I bambini li sentono e li riconoscono come operatori“, conclude Marga.
newsletter 04 – luglio 2022

