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La prof Procopio trasforma casa nel ristorante Il Chiacchierino

L’ex insegnante di Ragioneria a Magliano, celebre e amata dai suoi studenti negli anni 90, ha aperto un home restaurant nel casale di San Prospero a Collevecchio. Menu fisso nel weekend a 25 euro, tra ricordi di scuola e passione culinaria

“Sei sicuro?” Stesso tono, stesso sguardo di un’interrogazione. Solo che stavolta non si tratta di diritto o economia politica: la domanda riguarda la sua cucina. Lei è Antonella Procopio, per tutti “la professoressa Procopio”, che dagli anni ’90 ha insegnato per 16 anni nelle scuole superiori di Magliano, soprattutto a Ragioneria. Alla sede distaccata dell’ITC Pietro Bonfante è stata una colonna insieme alla vice preside Paola Vannucci e al segretario Ugo Stazi. Per almeno quattro generazioni di studenti ha rappresentato allo stesso tempo uno “spauracchio” e un punto di riferimento: severa ma capace di lasciare un segno profondo, umano e professionale.

Ora è in pensione, ma senza alcuna intenzione di stare con le mani in mano. Ha trasformato il suo casale, lungo la strada di San Prospero sotto Cicignano, in un home restaurant: Il Chiacchierino. “Prima del Covid – racconta – avevo destinato parte del casale a bed & breakfast. Mi piace avere movimento intorno: amici, ex studenti. Era un modo per tenere vivo questo posto, con i figli ormai grandi. E già allora mi divertivo in cucina”.

Quel casale molti ex studenti lo ricordano bene: soprattutto quelli dell’ultimo anno, che alla vigilia della Maturità venivano invitati per “approfondire” diritto ed economia politica. Oggi il terreno è circondato da ulivi, un grande cancello verde segna l’ingresso e un cagnolone accoglie gli ospiti.

Dopo la pandemia, il B&B è stato accantonato. “Uno dei miei figli è tornato a vivere qui – spiega – ma mancava il viavai. Così ho deciso di aprire l’home restaurant, unendo la passione per la cucina alla voglia di ospitalità”. Il format è semplice: il ristorante apre nel fine settimana, con pochi coperti. Ogni mercoledì una cerchia ristretta di contatti riceve via WhatsApp il menù fisso della settimana. Tra i piatti proposti: paté di melanzane, riso alla cantonese, melanzane alla “picchio pacchio”, crostini di cicoria, paccheri ripieni, pomodori gratinati, scaloppine al Marsala, dolci, vino e caffè. Prezzo: 25 euro.

Uno dei miei figli è tornato a vivere qui ma mancava il viavai. Così ho deciso di aprire l’home restaurant, unendo la passione per la cucina alla voglia di ospitalità.

Quando ci accoglie a cena – eccezionalmente di lunedì – la prof porta in tavola stick di pollo al curry e insalata con ricotta affumicata. “Ti piace?”, chiede. Poi immancabile: “Sei sicuro?”. Inconfondibile, prof. “Tanti i ricordi di Magliano – dice – Per me il legame non è con i luoghi, ma con le persone. Ho visto crescere generazioni di studenti, e loro hanno fatto crescere me. Non ho mai smesso di studiare. Negli ultimi anni, io che ho sempre odiato i computer, ho dovuto imparare a usare i dispositivi digitali per aiutare gli studenti. Non potevo mostrarmi impreparata: avrei perso credibilità e autorevolezza”.

La curiosità è stata la sua cifra. “Nel 2004 mi sono anche laureata in naturopatia. In classe proponevo attività che allora sembravano strane. Oggi molte sono considerate normali. Questo casale è circondato da ulivi e preparo oli e unguenti con erbe selvatiche curative. Capita che, a fine cena, regali ai miei ospiti una saponetta o un unguento fatto in casa”. E gli studenti di un tempo? “Qualcuno è tornato a trovarmi. Ed è stata una piccola festa, proprio come in classe quando cercavo di stimolarli con idee che andassero oltre il programma”.

Sorride. “Tornerai, vero?”. E come dire di no alla prof Procopio?

Incontri newsletter 33 – settembre-ottobre 2025