Dal 1994 i fratelli Caponi costruiscono ogni anno un carro allegorico, quest’anno con cinque persone e mesi di lavoro. Sponsor e autofinanziamento coprono tutto: nessuno paga una quota di iscrizione. Un’organizzazione no profit degna di un’azienda rodata
Non è Carnevale senza il gruppo Gli Esauriti, non è festa senza i fratelli Caponi. Una certezza che si rinnova ogni anno quando, puntuale, tra cartapesta, vernici e ingranaggi, prende forma un nuovo carro allegorico firmato dal gruppo, guidato dai fratelli Luca e Francesco Caponi. Una passione nata nel 1994 che si è trasformata in una vera e propria arte. I carri vengono realizzati interamente dal direttivo del gruppo, composto da cinque persone. I lavori iniziano a settembre, subito dopo la pausa estiva, e proseguono per mesi tra serate passate in laboratorio, prove tecniche, errori, soluzioni e tanta creatività.
Da Napoli a Caserta: i pezzi viaggiano, i soldi restano al gruppo
Con l’esperienza maturata negli anni, sono diventati veri esperti nella costruzione di carri allegorici. Tanto che i pezzi dei vecchi carri non finiscono in magazzino, ma trovano nuova vita altrove. “Le parti dei vecchi carri sono state vendute a Civita Castellana, Napoli e anche al Nord Italia. Alcune parti del carro dello scorso anno le hanno comprate a Caserta. È un modo per finanziare il gruppo in autonomia e permetterci di andare avanti negli anni. Non chiediamo nessuna quota di iscrizione: grazie agli sponsor e a questo sistema riusciamo a sostenere tutte le spese” racconta Luca Caponi.

Tredicimila watt e un generatore: investimenti che fanno la differenza
Proprio grazie alla vendita delle parti dei carri, negli anni il gruppo è riuscito a strutturarsi in maniera sempre più solida e organizzata. I proventi ricavati sono stati reinvestiti con lungimiranza, consentendo l’acquisto di materiali e attrezzature fondamentali. Oggi Gli Esauriti dispongono di un impianto musicale da 13 mila watt e di un gruppo elettrogeno di proprietà. Una scelta strategica che ha permesso di evitare costi di noleggio altissimi stagione dopo stagione, garantendo al tempo stesso autonomia tecnica e qualità durante le sfilate. Un investimento che testimonia serietà, visione e spirito imprenditoriale, oltre alla passione. E che fa loro mietere successi: quest’anno gli Esauriti hanno vinto il concorso della sfilata del Carnevale di Poggio Mirteto.
Il Covid si ferma, gli Esauriti no: unico carro dopo la pandemia
Solo il periodo del Covid ha fermato temporaneamente questa tradizione, imponendo uno stop forzato a mesi di lavoro, programmazione e creatività. Un’interruzione che avrebbe potuto scoraggiare chiunque, ma non Gli Esauriti. “L’anno dopo la pandemia abbiamo fatto di tutto per non far morire il Carnevale. E ci siamo riusciti: eravamo l’unico carro a Magliano”. Dietro quella ripartenza, però, non c’è stato solo l’entusiasmo, ma soprattutto l’organizzazione costruita negli anni. Il gruppo, già strutturato con attrezzature proprie, spazi di lavoro definiti e una gestione interna, è riuscito a rimettersi in moto rapidamente. Non dover dipendere da noleggi esterni per impianto audio e gruppo elettrogeno ha permesso di contenere i costi in un momento economicamente delicato, mentre la solidità del direttivo ha garantito decisioni rapide e una pianificazione efficace.

Il piccolo carro prestato agli altri per tenere vivo il Carnevale
La coesione del gruppo e il metodo consolidato negli anni hanno fatto la differenza. Così, mentre altrove la macchina organizzativa faticava a rimettersi in moto, Gli Esauriti erano già tornati in laboratorio, pronti a dare forma a un nuovo carro. Oggi l’impegno dei fratelli Caponi va oltre il carro. Il gruppo dispone anche di un piccolo carro che viene prestato ad altri gruppi maglianesi, proprio per incentivare la presenza di più carri allegorici e mantenere viva una tradizione che rischierebbe altrimenti di spegnersi. E questa passione non si limita al proprio lavoro: ogni anno tutto il gruppo, insieme alle famiglie, parte alla volta del Carnevale di Viareggio, con tanto di striscione al seguito. “È una grande passione quella del Carnevale. Andare a Viareggio tutti insieme è diventato un rito”, racconta Luca Caponi.
Incontri newsletter 37 – febbraio 2026

