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Magliano Sabina e il Tevere: due libri riscoprono un legame antico

Presentati da Roberto Lorenzetti e da Caterina Placidi due volumi sul fiume che scorre ai piedi della cittadina: tre secoli di progetti sulla navigazione e la ristampa di un volume su Ponte Felice del 1683

Magliano Sabina guarda il Tevere da sempre, dall’alto della sua collina. Il fiume che scorre ai piedi del paese ha una storia tecnica, cartografica e progettuale lunga secoli e che ora riemerge grazie a due libri presentati nella Sala consiliare di Palazzo Vannicelli il 19 aprile. A parlarne Roberto Lorenzetti e Caterina Placidi che hanno realizzato queste due operazioni editoriali con la casa editrice Il Formichiere. L’evento ha stimolato riflessioni tra il pubblico sul presente e sul futuro del Tevere a Magliano. Ad aprire la presentazione il saluto del sindaco di Magliano, Giulio Falcetta, e a chiuderla le conclusioni dell’assessore alla cultura Antonella Chieti.

Tre secoli di progetti per un fiume impossibile

Uno dei due volumi presentati, Navigare il Tevere da Roma a Perugia (XVI–XVIII secolo) di Roberto Lorenzetti, ricostruisce – con straordinarie immagini d’epoca – tre secoli di tentativi di rendere navigabile il Tevere a nord di Roma. A partire dal XVI secolo la navigazione era fortemente compromessa a causa degli ostacoli formatisi lungo il corso del fiume, soprattutto per l’abbandono dei lavori di manutenzione: grandi massi scivolati nell’alveo e detriti accumulati dai torrenti formavano ampie zone di secche che impedivano il passaggio delle barche. Il libro racconta i principali momenti di questa vicenda attraverso le testimonianze iconografiche che hanno accompagnato i vari progetti fino al Settecento: incisioni e disegni, in molti casi inediti, realizzati dai principali idrostatici del tempo come Cornelio Meyer, Agostino Martinelli e Francesco Sforzini, ma anche da artisti come Gaspare Van Wittel.

Roberto Lorenzetti durante la presentazione

Magliano nel cuore delle mappe

Nel saggio di Lorenzetti un capitolo è dedicato alla lunga questione di Ponte Felice e ai piani di Magliano tra Seicento e Settecento: il ponte era il nodo logistico che condizionava i traffici tra Roma e l’Umbria lungo la via Flaminia, e le terre pianeggianti ai piedi del paese erano al centro dei progetti di bonifica e navigazione che si succedettero per generazioni senza mai trovare attuazione definitiva. È proprio nell’opera di Agostino Martinelli – che Lorenzetti analizza nel suo saggio – che il territorio maglianese trova una rappresentazione dettagliata. È l’epoca della maggior decadenza di Magliano: il ponte fu costruito a secco, il Tevere – che deviato – per una legge naturale cercava di tornare nel suo alveo, esondando e distruggendo raccolti. Per non dire delle epidemie e della perdita per i maglianesi del Porto d’Arno che si trovava in fondo alla discesa delle monache, in zona Pomponio.

Un documento del 1682 di nuovo accessibile

L’altro volume presentato a Magliano è la ristampa anastatica di Stato del ponte Felice, scritto nel 1682 da Agostino Martinelli. La pubblicazione è stata curata da Roberto Lorenzetti e Caterina Placidi e resa possibile – oltre che dall’editore Il formichiere – dal contributo della Regione Lazio e per una parte del Comune di Magliano Sabina. Martinelli era il tecnico incaricato di documentare le condizioni del Ponte Felice per sottoporle ai cardinali della Sacra Congregazione delle Acque. A precedere e fare da stimolo alla ristampa l’ingresso di una copia originale del Martinelli nelle collezioni della Biblioteca Comunale di Magliano Sabina. Un’acquisizione che non ha avuto soltanto valore bibliografico, ma che ha un significato più profondo sul piano storico, culturale e scientifico. Caterina Placidi, che di quell’acquisto è stata la prima sostenitrice, ha curato le note filologiche che rendono leggibile il testo seicentesco a un pubblico contemporaneo.

Ponte Felice nei disegni di Martinelli

Un’edizione con radici nel territorio

Lo Stato del Ponte Felice di Martinelli non è solo una relazione tecnica: le questioni che affronta – la sicurezza del territorio, la manutenzione delle opere pubbliche, il rapporto tra prevenzione e responsabilità amministrativa –conservano una sorprendente attualità. Il volume contiene le presentazioni del sindaco Falcetta e dell’assessore Chieti e una prefazione di Massimiliano Filabozzi. L’evento di lancio a Magliano delle due pubblicazioni – acquistabili dal sito della casa editrice – è stata organizzata dal Comune di Magliano Sabina con il sostegno della Regione Lazio.

Impegnarsi perché non sia più Fiume Morto

In occasione dell’evento, che ha fatto registrare il tutto occupato dei posti a sedere, sono state sollevate diverse proposte, stimolate dall’intervento del coordinatore tecnico del Contratto di Fiume della Media Valle del Tevere, Massimiliano Filabozzi, che ha annunciato un’assemblea cittadina a settembre sul futuro del fiume. Di particolare interesse l’osservazione di Luciano Minestrella dal pubblico: dopo la costruzione della diga di Gallese il tratto di Tevere sotto Magliano ha preso il nome di “Fiume morto”. Un termine che ne ha decretato la caduta nel dimenticatoio dopo che fino alla nascita della diga quello spazio era occasione per bagni, pesca, vita sociale. L’appello di Minestrella è stato quello di lavorare perché si restituisca al fiume un ruolo sociale e culturale, che lo si renda “vivo”.

D’altronde lo stesso ponte viene oggi segnalato come assediato dai rifiuti. E gli stessi resti della struttura originaria, che fu bombardata il 1° giugno 1944 dagli Alleati, sono coperti dalle erbacce al lato del nuovo ponte. Tutti aspetti che richiederebbero un intervento non solo del Comune di Civita Castellana, nel cui territorio ricade la struttura, ma dell’intera comunità (Magliano inclusa).

Sono intervenuti inoltre, sempre dalle fila del pubblico, l’architetto Marco Marini che ha sollecitato al Contratto di Fiume di darsi una sede fisica e il presidente del consiglio comunale di Gallese che di fronte al rischio che i Piani diventino il deposito nucleare nazionale ha ricordato una manifestazione in programma proprio sulle acque del Tevere a Roma il prossimo 20 giugno.

Incontri newsletter 39 – aprile 2026