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Magliano senza canti di Natale: il coro Carissimi quest’anno non si esibirà

La comunità perde una tradizione ultracinquantennale, tra difficoltà organizzative e la ricerca di un ricambio generazionale per salvare il futuro. La formazione è ridotta a soli otto coristi e senza maestro

Sarà un Natale senza coro. Le voci del coro polifonico G. G. Carissimi di Magliano non risuoneranno quest’anno nelle navate della Cattedrale di San Liberatore né nella Chiesa della Madonna delle Grazie. Dopo oltre cinquant’anni di presenza ininterrotta, il tradizionale Concerto di Natale e l’accompagnamento delle funzioni liturgiche verranno meno. Per molti maglianesi, sarà un Natale dal sapore diverso.

Il coro, fondato nel 1967 per iniziativa di don Carlo Nastasio, è sempre stato un pilastro delle festività liturgiche locali. Tuttavia, oggi è ridotto a soli otto coristi e si trova privo di un maestro. Gli organizzatori, come spiegato dalla corista e coordinatrice Cristiana De Angelis, stanno tentando di mantenere viva questa tradizione, nonostante le difficoltà. “Stiamo cercando un nuovo Maestro e vorremmo coinvolgere i giovani per creare un ricambio generazionale, ma non abbiamo ancora ottenuto grandi risultati”, racconta.

La corista e coordinatrice Cristiana De Angelis

Una storia illustre

Non mancano i ricordi e i ringraziamenti per chi ha contribuito a questa storia. “La nostra Maestra Sona Gasperini Hakobian, con passione, ci ha guidato in questi ultimi periodi”, spiega De Angelis. La pandemia, però, ha rappresentato un duro colpo. Lo conferma anche Giorgio Annibaldi, voce storica del coro: “Il tempo, i problemi di salute e gli impegni personali stanno sfaldando questa realtà”.

Dal suo esordio come “Coro della Cattedrale di San Liberatore”, diretto dal Maestro Virgilio Frale, fino a diventare il “Coro Polifonico Gian Giacomo Carissimi”, questa formazione ha calcato palcoscenici importanti, come la Basilica di San Francesco d’Assisi e la Chiesa barocca di San Filippo Neri a Perugia. Memorabile l’esecuzione del Requiem di Mozart nel 2006 con l’orchestra Xilon e l’incisione del primo CD nel 2007.

La corista Anna Maria Proni

Un appello per il futuro

Tra i tanti ricordi, spiccano le parole della corista Maddalena Pronio, che ricorda l’entusiasmo della comunità: “Ci fermavano per strada per chiederci gli orari dei concerti”. Anche Agnese Sorato e Rossana Contessi sottolineano il sacrificio personale per la passione del coro, mentre Anna Maria Proni invita a tenere viva la tradizione: “L’impegno richiesto è minimo, una sera a settimana e un po’ di ascolto da casa”. Il coro è un simbolo di Magliano, ma senza nuovi ingressi e il supporto della comunità, rischia di diventare solo un ricordo.

Incontri newsletter 26 – dicembre 2024