“Chi è sintomatico e sta male viene visitato anche senza prenotazione” replica il dottor Goffredo Mezzanotte. E spiega le ragioni di questo nuovo approccio pure a nome dei colleghi. “Altrove si fa così da tempo”
Dimenticate i tempi del passaggio dal medico di base, quando solo qualche anno fa, in special modo di sabato mattina, la sala d’attesa del poliambulatorio di Magliano Sabina era una piccola piazza mercato come quella che si svolgeva Fuori di porta. I tempi sono cambiati e ora: “Il dottore riceve solo su appuntamento”.
Spesso lo studio era vissuto come luogo di socialità e si ricorreva al consulto medico anche solo per la misurazione della pressione o per la prescrizione di una ricetta.
dr. Goffredo Mezzanotte
Cambiano le epoche e cambiano le prassi. Ma a Magliano la popolazione fatica a modificare le proprie abitudini. Molte persone infatti mal sopportano – e non lo nascondono – la necessità di prendere appuntamento prima di recarsi allo studio medico e di non potersi più affacciare e fare la fila in attesa di incontrare il proprio medico. Se è vero che durante il Covid la popolazione si è sentita tutelata dallo strumento dell’appuntamento, che limitava le possibilità di contatto tra persone, adesso l’obbligo di telefonare e chiedere di poter passare a studio fa storcere il naso a parecchi. Che si sono rivolti a Incontri per sollevare la questione.
“A Roma prenotare è una prassi consolidata”
A dare risposta alle critiche, anche a nome dei colleghi dello stesso ambulatorio, è il dottor Goffredo Mezzanotte, storico medico di base di Magliano. “Quello che non si capisce è che si sta cambiando per migliorare il servizio” dice Mezzanotte. “A Roma già da tempo è così, ma anche in molti altri comuni vicini. Si tratta di un cambiamento di abitudini necessario perché spesso lo studio era vissuto come luogo di socialità e si ricorreva al consulto medico anche solo per la misurazione della pressione o per la prescrizione di una ricetta“.

“C’era chi bussava per far velocizzare le visite”
“Tutto questo – prosegue Mezzanotte – non è più concepibile. E non solo perché impedisce di dare il giusto spazio a chi veramente sta male e ha bisogno di un consulto attento e senza persone che bussano alla porta chiedendo di velocizzare la visita. Ma anche perché si deve evitare quanto più possibile che i sintomatici, che sono le persone che dovrebbero richiedere assistenza, entrino in contatto con molte altre persone”.
“Siamo sempre aperti per le emergenze reali”
Puntuale, poi, anche la risposta di Mezzanotte rispetto alla completa chiusura ai pazienti che non hanno appuntamento. “Non è assolutamente vero che non è possibile venire a studio senza appuntamento. Le persone sintomatiche o che necessitano di un consulto che non può essere rinviato o gestito telefonicamente hanno sempre modo di venire. Siamo a studio dalle 9 alle 19, tutti i giorni e riceviamo decine di pazienti, anche senza appuntamenti, tutti i giorni. È tempo però che si lasci spazio a chi ha esigenze reali e merita tutta l’attenzione del caso. Nessuno viene abbandonato”.
newsletter 09 – febbraio 2023

