La prematura scomparsa di una delle figure più attive e stimate di Magliano ha indotto la figlia ad anticipare la realizzazione di un sogno alimentato dall’entusiasmo, dall’ottimismo e dall’operosità tipici del padre
Il progetto “Casagianni” è uno di quelli che si ha nella mente e nel cuore, pronto nel cassetto per essere messo in piedi in un futuro prossimo non ben definito. Uno di quelli del “quando sarà”. Ma la vita, spesso, si sa, costringe a rivedere proprio quei piani. È la storia che racconta Paola Capparuccia, figlia del concittadino Gianni sottratto troppo presto, qualche mese fa, all’affetto dei cari e, per il peso del suo impegno sociale, all’intera comunità maglianese. Un grande dolore per la famiglia a cui, però, fa da contrappeso una altrettanto forte reazione: dar vita ad un agriturismo alimentato da tutto l’entusiasmo, l’ottimismo e l’operosità tipici di Gianni. “Casagianni”, appunto.
‘Casagianni’ siamo tutti noi della famiglia che gestiamo il patrimonio dei Capparuccia. Siamo atterrati sui social, per ora Tiktok e Instagram, a breve anche Facebook, dove condividiamo tutto quello che l’azienda agricola fa. Intanto proviamo a stimolare la curiosità

“Il progetto nasce da una mia idea che coltivato, come sogno, ogni volta che pensavo a cosa poter fare con quello che mi avrebbe lasciato in eredità papà” dice Paola. “Immaginavo di poterlo realizzare quando un giorno sarei andata in pensione. Avevamo già intrapreso in passato un percorso agrituristico finito rovinosamente perché non avevamo il tempo necessario da dedicargli. In pensione, però, mi vedevo con tanto tempo libero, quel tempo che appunto non avevo avuto prima. La morte prematura di papà, ci ha messi di fronte ad una scelta importante: vendere tutto o rimboccarci le maniche e proseguire, migliorando ciò che lui aveva fatto”.
Di comune accordo con il marito, sua spalla in questa avventura, con il benestare della madre e con la collaborazione dei miei figli Paola Capparuccia ha scelto di prendere tutto il pacchetto. “E andare avanti più forti e uniti che mai sotto l’occhio vigile di papà che a volte un po’ incavolato, a volte un po’ meno, ne sarà sicuramente orgoglioso”.

Un’idea raccontata mentre diventa realtà
Per adesso la nuova realtà è in fase di organizzazione, ma è già pronto il logo: una casetta di sfondo su una collina e una gallina in primo piano. “Ora stiamo cercando di ripulire la tanta immondizia che si è accumulata nel tempo. Questo ci permette di fare una sorta di inventario della miriade di cose che papà aveva acquistato e che poi aveva lasciato abbandonate perché il suo cagionevole stato di salute non gli aveva permesso di occuparsene, perlomeno non come voleva lui”.
E così con il ferro che stava nascosto qua e là, il marito insieme ai miei figli sta costruendo un nuovo pollaio più vicino a casa quindi più accessibile anche per la mamma. “Ma il progetto più grande è quello dell’alloggio agrituristico che è ancora in fase embrionale. L’idea è quella di ospitare coppie anche con bambini che vorranno godersi la pace e assaggiare i frutti della nostra campagna. La struttura è una casetta che papà in realtà si era apparecchiato per la vecchiaia, vicino alla casa padronale”.

Ed è proprio dalla casetta di Gianni che arriva il nome. “Non poteva essere altrimenti, ‘Casagianni’ pure tutto attaccato, deve essere così. ‘Casagianni’ siamo tutti noi della famiglia che gestiamo il patrimonio dei Capparuccia. Siamo atterrati sui social, per ora Tiktok e Instagram, a breve anche Facebook, dove condividiamo tutto quello che l’azienda agricola fa. Intanto proviamo a stimolare la curiosità”.
E poi c’è la gallina, storia di famiglia. “La storia – conclude Paola Capparuccia – ci racconta che il mio bisnonno andava a Civita Castellana col cavallo a vendere le uova. Mi piace pensare che il mio piccolo patrimonio nasca da lì. Noi giovani innoviamo con le galline Marans, quelle dalle uova di cioccolata! Il logo lo ha così creato Christian, nostro figlio, sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale”.
Incontri newsletter 30 – maggio 2025

