Controcanto. Le elezioni possono indurre chi ambisce ad amministrare Magliano a formulare programmi poco realistici. Ed ecco che torna utile una vecchia esortazione di Alcide De Gasperi
Ci sono parole che svegliano connessioni neurali e flashback infiniti: ho sentito un “sussulto interiore” (e qui potete tranquillamente immaginare la mimica di Vincenzo De Luca quando pronuncia queste due parole) quando ho letto su Incontri di novembre che nel piano triennale delle opere pubbliche è rispuntata l’immancabile piscina. Da sempre protagonista della campagna elettorale da più di 20 anni, la realizzazione di una piscina sta alle elezioni maglianesi come l’abbassamento delle tasse sta a quelle nazionali: una cosa che si promette sempre, ma che non si realizza mai.
Come dimenticare le promesse contenute in un opuscolo elettorale delle ultime consultazioni dove si programmava una piscina raggiungibile con un sistema di piste ciclabili che “manco Milano 2” e l’immancabile punto di ristoro, portatore di uno sviluppo economico a suon di vendite aventi a oggetto granite e bibite ghiacciate?
Andando più indietro nel tempo, un candidato a sindaco che dimenticò (questo si che è un peccato grave), a differenza di un suo competitor, di inserire la madre di tutte le opere nel suo programma, si sbrigò a precisare dallo storico palco elettorale montato davanti alla farmacia: “Noi la piscina la faremo veramente!”. E sempre più indietro negli anni, in piena epoca di fresco avvento berlusconiano, come dimenticare l’efficacissimo spot “C’è chi promette un milione di posti di lavoro e chi 81”, dove quegli 81 “posti di lavoro” altro non erano che corsi di formazione per barman, operatori turistici e croupier, tanto era vicino il casinò di Campione d’Italia.
Tutto questo per lanciare un messaggio molto semplice e, spero, cordiale: cari signori, sappiamo benissimo che amministrare o cercare di andare ad amministrare oggigiorno è difficilissimo, i finanziamenti pubblici non sono più quelli di una volta e l’“abuso d’atti d’ufficio” incute una giustificabile ritrosia alla firma. E allora è proprio per questo che sarebbero auspicabili programmi elettorali realistici. Sarebbero da evitare – in queste circostanze – precoci imbracature con tubi innocenti di palazzi pubblici. Come pure il seriale taglio dei nastri lascia il tempo che trova. Per non dire delle promesse difficili da realizzare. È bene, insomma, prima di scrivere i programmi dell’una o dell’altra parte politica seguire il consiglio di Alcide De Gasperi: “Cercate di promettere un po’ meno di quello che pensate di realizzare se vinceste le elezioni”.
newsletter 17 – dicembre 2023
