È scomparso a 98 anni, per decenni ha frequentato la sua villa di Grancino. Schivo e riservato non era difficile incontrarlo al mercato del sabato. Arrivò nelle campagne maglianesi grazie a una sua sarta
Lo scorso 26 novembre tutti i tg hanno dato la notizia della scomparsa di Renato Balestra, stilista nato a Trieste il 3 maggio 1924 e morto a Roma, a 98 anni. Una figura che capitava di incontrare a Magliano, magari di passaggio in piazza o al mercato.
Una carriera iniziata quasi per caso
La sua carriera cominciò quasi in modo casuale: nato da una famiglia di ingegneri e architetti, in giovane età si dedicò alla pittura, alla musica e alla scenografia, poi il Centro Italiano della Moda (CMI) ricevette alcuni suoi bozzetti: notato per il talento, viene invitato a partecipare a una sfilata e nel 1953 abbandonò gli studi di ingegneria e completò il suo apprendistato nell’atelier di Jole Veneziani. Nel 1954 si trasferì a Roma e iniziò a lavorare per Emilio Schuberth, Maria Antonelli e le Sorelle Fontana.

Lo stilista diviene famosissimo, noto per il suo “blu Balestra” e le sue creazioni indossate da first lady, teste coronate e attrici famose come Claudia Cardinale, Ava Gardner, Liz Taylor e Sophia Loren. Fu anche tra i primi designer a credere nel licensing, nell’estendere cioè il marchio nato nella moda ad altri accessori come occhiali, profumi, valigie. Nel 1978 fu il primo stilista a commercializzare, con il suo marchio, un profumo.
L’arrivo tra le belle colline di Magliano
Quanto detto fino a qui di Renato Balestra non è inedito, ma non tutti sanno che il decano della moda aveva un’abitazione a Grancino. Balestra infatti amava molto Magliano, avendolo eletto come uno dei luoghi dove più amava rilassarsi. La sua presenza è sconosciuta se non altro perché non amava molto uscire dalla sua residenza e intendeva godersi la campagna. Certo, qualcuno può dire di averlo visto al mercato del sabato, con il suo cesto in vimini, mentre comprava qualcosa in compagnia del suo assistente. Più frequenti, invece, le presenze in un celebre ristorante maglianese.

Balestra fu “portato” a Magliano per la prima volta da una sarta maglianese, Rita Bernardini, che lavorava a Roma, nel suo famoso atelier di via Gregoriana 36: si tratta della sorella di Natale Bernardini, storica “guardia” oltre che zia dell’ex comandante della Polizia locale, Mario Bernardini. La sarta gli parlava spesso del territorio sabino e Balestra volle visitarlo. Fu subito amore a prima vista e il grande stilista commissionò, a metà degli anni ’70, la costruzione della sua casa a un artigiano locale.
La passione per la gastronomia locale
Ultimata l’abitazione cominciò a trascorrere i week end a Magliano e, in modo del tutto casuale, iniziò a frequentare il Ristorante degli Angeli. “La cosa curiosa – racconta Marco Marciani – è che non lo conobbi a Magliano, ma a Roma: venne a vedere una rappresentazione teatrale dove recitavo e volle conoscermi. Parlando con lui gli dissi che ero di Magliano e così venne a trovarmi al ristorante di famiglia. È stato sempre molto carino con me e una volta mi fece una sorpresa: si presentò a mangiare da noi portando come ospite Filippo Ascione, autore del film ‘Al lupo al lupo’ nel quale avevo recitato con Francesca Neri, Carlo Verdone e Sergio Rubini”. “Lo ricordo come una persona molto educata” prosegue Marco. “Era un cliente esigente ma cortese, spesso delegava a noi la scelta del menù e così gli proponevamo piatti locali facendo attenzione a una cosa: la carne doveva sempre avere pochissimo grasso. Amava molto anche le zuppe e le passate di pomodoro”.
La cosa curiosa è che non lo conobbi a Magliano, ma a Roma: venne a vedere una rappresentazione teatrale dove recitavo e volle conoscermi. Parlando con lui gli dissi che ero di Magliano e così venne a trovarmi al ristorante di famiglia.
Marco Marciani
Renato Balestra ha trasmesso l’amore per il nostro paese anche alle figlie, Federica e Fabiana, le quali continuano a frequentare Magliano nello stesso modo in cui lo faceva il padre. E cioè: una presenza assai frequente, ma discreta.
newsletter 08 – gennaio 2023

