Siccità, razionamenti, chiusure improvvise, bottini a secco. Giugno è stato un calvario per i maglianesi. Ed era addirittura previsto l’allaccio alla nuova sorgente. Le cause e i rimedi
La speranza è che questa sia veramente l’ultima estate nella quale i maglianesi devono pregare per avere l’acqua per farsi una doccia. Infatti la stagione calda è partita decisamente male. Interruzioni continue e mal comunicate. Un’ordinanza di non potabilità dell’acqua, per la concentrazione di arsenico, che ne impedisce l’utilizzo per consumi umani. Disagi e proteste. A esser pignoli dai rubinetti avrebbe dovuto già sgorgare da qualche settimana l’acqua delle sorgenti del Peschiera. Una fonte che da Castel Sant’Angelo, sulla Salaria vicino Cittaducale, rifornisce in abbondanza Roma e quasi tutta la provincia di Rieti.
La “nuova acqua” era attesa per il mese di giugno
A novembre quando fu inaugurato il cantiere per l’allaccio Comune e Aps avevano assicurato che la “nuova acqua” sarebbe arrivata a Magliano al massimo a giugno. Come spesso accade quando si parla di lavori pubblici, le stime sui tempi sono approssimative. E a inizio giugno i maglianesi si sono trovati a fare i conti con i problemi di ogni estate. E cioè: acqua razionata, chiusure improvvise, bottini che restano a secco per giorni, pubblici esercizi costretti a chiudere i bagni.

Entro l’autunno altri 10 litri al secondo nelle condotte
Da Aps intanto assicurano che, massimo un paio di mesi, poi l’allaccio sarà completato. “Abbiamo già concluso due dei tre stati di avanzamento del cantiere e il terzo è a buon punto”, dice il presidente della società Maurizio Turina. “Mancano veramente dei dettagli e i collaudi del caso, poi da settembre, comunque entro l’autunno, a Magliano arriveranno 10 litri al secondo dal partitore di Santa Maria Maddalena nel territorio di Calvi dell’Umbria ed è gestito dal Consorzio Media Sabina”. E aggiunge: “Sin da quando la società è stata creata abbiamo lavorato in maniera specifica per risolvere i problemi dell’acquedotto maglianese, con questa opera del costo di 2 milioni e 800 mila euro contiamo di fare un decisivo passo avanti”.
Abbiamo lavorato in maniera specifica per risolvere i problemi dell’acquedotto maglianese, con questa opera del costo di 2 milioni e 800 mila euro contiamo di fare un decisivo passo avanti.
Maurizio Turina, presidente Aps
I 10 litri al secondo provenienti dal Consorzio Media Sabina andranno ad aggiungersi all’acqua proveniente dalla sorgente Barco di Fabrica di Roma e da quella di Colle Elmo. Miscelandola non solo si proveranno a risolvere i problemi di approvvigionamento durante la stagione calda, ma si punterà ad abbattere le concentrazioni di arsenico utilizzando di meno i sistemi di dearsenificazione in funzione alla sorgente nel Viterbese.
Il raddoppio della portata con l’acquedotto per Civita

Non finisce qui. Infatti nel medio lungo periodo a Magliano potrebbe esserci tanta più acqua, anche 20 litri al secondo solo dal Peschiera. Infatti è in fase avanzata il progetto per la realizzazione di una nuova condotta del Peschiera che da Salisano andrà ad alimentare buona parte della provincia di Viterbo, compresa Civita Castellana, e la linea passerà proprio in territorio maglianese. “Si tratta di un intervento che il Governo ha considerato strategico e che partirà a breve”, assicura Turina. In futuro, dunque, l’estate senz’acqua sarà un ricordo. Ma adesso?“Stiamo facendo i conti con un periodo di siccità che sta mettendo a dura prova i nostri sistemi, per questo abbiamo chiesto ai comuni di venirci incontro emanando e soprattutto facendo rispettare ordinanze per eliminare i consumi impropri dell’acqua”, risponde il presidente.
Dearsenificatore costretto a lavorare al 50%
Poi c’è il problema della concentrazione di arsenico che ha costretto il sindaco Giulio Falcetta a firmare l’ordinanza che ne vieta l’uso per consumi umani. Il dearsenificatore per funzionare al 100% e depurare l’acqua ha bisogno di un consumo d’acqua di controlavaggio elevato e ne consegue che la condotta incamera aria perché c’è una carenza a monte causata dalla siccità. Il problema è stato oggetto di una tavolo tra l’amministrazione comunale e Aps. Alla fine si è deciso di far lavorare i sistemi di dearsenificazione al 50%. È stato anche deciso di non revocare l’ordinanza di non potabilità per mantenere il sistema in equilibrio senza far prendere continuamente aria alla condotta. L’arsenico, ne consegue, si attesterà su livelli non elevati, ma comunque oltre la soglia.

Acquedotto chiuso tutti i giorni dalle 21 alle 6
Inoltre è stato scelto di chiudere l’acqua tutti i giorni dalle 21 alle 6 del mattino per consentire di rifornire al massimo le zone di Chiorano, Berardelli, Collesala e Angeli. Il sindaco Giulio Falcetta ha firmato un’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua del civico acquedotto per riempire piscine, dare l’acqua a orti o fiori oppure lavare l’auto. Basterà? Difficile dirlo. È inutile nascondere che il territorio di Magliano è vasto e che non ci sono le forze, vigili in particolare, sufficienti per controllare che le disposizioni vengano effettivamente rispettate.
newsletter – settembre 2022

