L’appassionato maglianese completa opere con pazienza certosina. Fiat 500 Abarth da sei chili con luci e telecomando. In arrivo l’Amerigo Vespucci
C’è chi passa il tempo libero davanti alla tv e chi, pezzo dopo pezzo, costruisce meraviglie. A Stefano Pezza, per completare un modellino, può volerci anche un anno e mezzo, talvolta due. Ma il risultato ripaga ogni attesa: oggi quelle creazioni in scala 1:5 fanno bella mostra nel salotto di casa e lui le osserva con l’orgoglio di chi sa di aver dato forma a qualcosa di speciale.
Classe 1959, ceramista della Coop Cesabo ora in pensione, Stefano è un volto conosciutissimo a Magliano Sabina. La sua grande umanità e disponibilità lo hanno reso una presenza fissa come volontario in feste, eventi, sagre e manifestazioni di ogni tipo. In molti lo ricordano “in coppia fissa” con il compianto Mario Pagliani, instancabili nel montaggio degli allestimenti. Ma accanto a questa generosità c’è una passione silenziosa, coltivata con precisione certosina: il modellismo.

“Ho iniziato più di vent’anni fa – racconta – seguendo le collezioni che uscivano in edicola”. Quelle che spesso incuriosiscono tanti e che molti abbandonano dopo poche uscite. Non Stefano. Tra edicola e abbonamenti ha portato a termine una decina di modelli: dall’Alfa Romeo Giulia alla Fiat 500 Abarth, dal “Vespone” al Ciao Piaggio. Un lavoro di costanza e pazienza: “Ogni modellino conta circa 100-120 uscite, quasi sempre quindicinali. In totale si arriva a 120-200 pezzi, alcuni minuscoli. Serve calma e bisogna seguire bene le istruzioni. Se lo fai, tutto torna”.
E infatti torna tutto, eccome. Il fiore all’occhiello è una splendida Fiat 500 Abarth in scala 1:5: circa 60 centimetri di lunghezza, oltre sei chili di peso e una cura dei dettagli che lascia a bocca aperta. I fari si accendono, il motore “romba” e accelera grazie a un telecomando, gli stop si illuminano in frenata. C’è perfino la cassetta degli attrezzi nel portapacchi e il cric, rigorosamente in scala.

I progetti futuri non sono da meno: un trattore Fiat e, soprattutto, l’impegnativo modellino dell’Amerigo Vespucci. “Ho già iniziato a collezionare le prime uscite. Sarà un grande impegno, ma basta vederla in foto per avere voglia di finirla il prima possibile”.
Il segreto? “Tanta pazienza. E leggere bene tutto. Sembra banale, ma è così». E quando qualcosa non va come previsto, c’è sempre il valore della condivisione: “In passato mi ha aiutato Filiberto Morelli, storico appassionato di modellismo navale di Magliano. Arriva subito e mi dà una mano”.
Una passione che diventa esempio, un hobby che racconta dedizione, amicizia e amore per le cose fatte bene. A questo punto, a Magliano Sabina, l’attesa è una sola: vedere presto completata anche la regina dei mari, rigorosamente in miniatura.
Incontri newsletter 36 – gennaio febbraio 2026

