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“Un mutante in mutande”, tutta la creatività di Tino Pagliani in un libro

Raccolti oltre trent’anni di produzione letteraria tra giochi di parole, nonsense, parodie, rime strampalate e testi satirici. L’autore è figura poliedrica tra teatro, giornalismo e impegno sociale e culturale. In vendita a Magliano in edicola e anche sui principali store, Amazon incluso

È un almanacco di ironia, disincanto, pensiero laterale. Il volume, che l’autore stesso definisce con autoironia “una selezione del meglio del peggio”, raccoglie oltre trent’anni di produzione letteraria tra giochi di parole, nonsense, parodie, rime strampalate e testi satirici. Stiamo parlando di Un mutante in mutande, libro di 159 pagine di (Ernesto) Tino Pagliani, figura poliedrica del panorama teatrale e culturale di Magliano Sabina. Il volume, in vendita nell’edicola di Romeo Bongarzone (scontato 10 euro), è reperibile anche nelle principali librerie online, Amazon inclusa.

Tino Pagliani

Si tratta di uno zibaldone letterario – che può evocare a qualcuno il format raccolte come La sua signora di Leo Longanesi o Diario notturno di Ennio Flaiano – nel quale convergono scritti tra loro eterogenei. L’indice presenta una variegata selezione di contenuti divisi in sezioni tematiche come “Schegge di demenza senile”, “Metriche asimmetriche & nonsense”, “Da grande volevo fare il giornalista” e “Da grande volevo fare il politico”, oltre a cronache locali di Magliano Sabina e riflessioni contemporanee, incluse alcune “Facezie al tempo del coronavirus”. Gli scritti spaziano dalla satira politica ai racconti di vita quotidiana, dalle cronache di eventi culturali locali fino a brevi componimenti poetici e teatrali, riflettendo la personalità eclettica dell’autore.

Per chi conosce lo stile di Tino Pagliani, una delle firme più taglienti e divertenti della storica edizione di Incontri su carta, è l’occasione trovare in un posto solo una raccolta di spunti e riflessioni che non hanno paura del grottesco, dell’elegante colpo basso, dei doppi o tripli sensi o del linguaggio diretto. Allo stesso tempo per chi non conosce Pagliani come si legge nella prefazione, firmata dal figlio Nicola Pagliani, il libro è “una radiografia del Dna dell’autore”, utile a conoscerlo. Inutile dire che con il suo inconfondibile stile nella nota introduttiva Tino Pagliani confessa di aver perpetrato “nefandezze letterarie senza provare il benché minimo rimorso”. E che vale la pena leggere, aggiungiamo noi.

Incontri newsletter 30 – maggio 2025