Il 20 febbraio l’assemblea ha dato mandato al presidente Nesta con 19 voti a favore e uno astenuto. L’acquirente è un’immobiliare che opera anche nell’agroalimentare
La risposta è arrivata, ed è netta. L’assemblea della Cantina Sociale Vini dei Colli Sabini, riunita il 20 febbraio, ha deliberato la vendita dell’immobile di Madonna Grande con 19 voti favorevoli e un astenuto, conferendo al presidente Enzo Nesta il mandato per firmare il contratto. L’acquirente è la stessa società presentata ai soci a fine gennaio: ha base nei Castelli Romani, interessi nel settore immobiliare e agroalimentare, ed è già attiva nell’olio. Prezzo pattuito: 420mila euro.
Dal rinvio al mandato
Quando a fine gennaio il presidente Nesta aveva illustrato all’assemblea l’offerta e il profilo dell’acquirente – una realtà con un frantoio oleario, l’intenzione di entrare nel mercato del vino e la disponibilità ad assumere personale sul territorio – i soci avevano preferito non decidere subito. Volevano capire meglio. Il 20 febbraio si sono riuniti di nuovo e hanno votato: diciannove a favore, uno astenuto. Il mandato a Nesta per la firma del contratto è operativo.
Il prezzo e i creditori
I 420mila euro pattuiti superano la soglia dei 300mila indicata a gennaio come base della trattativa. Una differenza che potrebbe fare spazio a una liquidazione più ordinata dei debiti della cooperativa. Tra i creditori più attesi ci sono gli stessi soci, che da più campagne vitivinicole aspettano il pagamento dell’uva conferita.
Una storia che si chiude, forse non del tutto
Fondata nel 1969 con un centinaio di viticoltori, cresciuta fino a 140 soci negli anni migliori, la Vicosa era stata per decenni il punto di riferimento della vitivinicoltura maglianese. L’appello pubblico lanciato da Nesta nel settembre 2022 per salvare la cooperativa, la fine della produzione nel 2023, la perdita dello status di cooperativa a mutualità prevalente: ogni tappa aveva segnato un passo verso questa conclusione. Con la delibera del 20 febbraio la storia della cooperativa si chiude. Quella dell’immobile di Madonna Grande potrebbe invece riaprire: se le intenzioni dichiarate dall’acquirente a gennaio resteranno tali, lo stabile potrebbe tornare a produrre vino, con professionisti del settore e nuove assunzioni sul territorio.
Incontri newsletter 37 – febbraio 2026

