L’esposizione, promossa dalla Fondazione Varrone, presenta oltre 230 apparecchi, contributi sonori e ricostruzioni storiche. Aperta fino a gennaio 2025, offre un percorso immersivo nella storia della radiofonia
A partire dal 6 ottobre, Rieti ospiterà una mostra dedicata ai 100 anni della radio, presso Palazzo Dosi Delfini. L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti e curata da Stefano Pozzovivo, si avvale del patrocinio della Fondazione Achille Castiglioni e di Aire, con la collaborazione di Radio RAI e TGR Lazio come media partner.
In mostra 200 modelli di apparecchi storici
Durante la presentazione ufficiale a Palazzo Potenziani, il presidente della Fondazione Varrone, Mauro Trilli, ha dichiarato che la mostra posizionerà Rieti tra i protagonisti delle celebrazioni nazionali per il centenario della radio, offrendo alla città un’opportunità di crescita e visibilità. La mostra, ha specificato, non sarà una semplice esposizione d’antiquariato, ma una narrazione immersiva che racconterà la storia della radio, attraverso 234 modelli di apparecchi, contributi sonori e ricostruzioni ambientali.
La mostra ripercorre la storia della radio in Italia, dalle prime trasmissioni del 1924 annunciate da Ines Viviani Donarelli, fino agli anni recenti. Attraverso undici sale, il pubblico potrà esplorare l’evoluzione tecnologica e il design della radio, dai dispositivi utilizzati durante i regimi degli anni Trenta e Quaranta fino ai modelli degli anni Settanta e Ottanta, simbolo della cultura di consumo.
Dalla radio cubo Brionvega a uno studio radiofonico
Tra i pezzi esposti, vi saranno modelli iconici di designer celebri come Albini, Bottoni, Castiglioni, e la famosa radio cubo di Brionvega, disegnata da Zanuso e Sapper. In una particolare installazione dedicata a Rieti, i visitatori potranno entrare in una riproduzione ingrandita della radio cubo. Sarà inoltre possibile salire su una Fiat 500 per sperimentare l’ascolto in movimento o visitare una riproduzione di uno studio radiofonico.
Il percorso espositivo si estende su due piani: il piano nobile di Palazzo Dosi Delfini, che copre il periodo dal 1924 agli anni Sessanta, e il piano terra, che si concentra sugli sviluppi dal 1960 a oggi.
Inaugurazione fissata per il 6 ottobre alle 11
Il curatore della mostra, Stefano Pozzovivo, ha sottolineato come la radio abbia accompagnato i grandi eventi storici, entrando nelle case e nelle piazze italiane. Il percorso espositivo ricostruisce momenti e voci memorabili, offrendo al visitatore un’esperienza che tocca tecnologia, cronache e design.
La mostra verrà inaugurata domenica 6 ottobre alle ore 11 e resterà aperta fino al 6 gennaio 2025. L’ingresso è gratuito, e la mostra sarà visitabile il giovedì e venerdì dalle 16 alle 20, il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20. Visite per scolari e gruppi organizzati possono essere prenotate tramite l’indirizzo eventi@fondazionevarrone.it.

Due gli approfondimenti in programma. Il primo giovedì 31 ottobre alle ore 17, intitolato “Le forme della Radio”, storie di design. Interverranno Paola Albini – Presidente Fondazione Franco Albini, Carlo Castiglioni – Presidente Fondazione Achille Castiglioni, Giuseppe Chigiotti – Politecnico di Milano e Walter Mariotti – Direttore Editoriale DOMUS – IULM Milano. Il secondo venerdì 22 novembre alle ore 17, con il titolo “Le forme della parola”, La lingua della radio. I relatori: Umberto Broccoli – autore e conduttore radiotelevisivo RAI, Marco Liorni – conduttore Radiotelevisivo RAI, Enrico Menduni – sociologo e massmediologo, Marta Perrotta – Università Roma Tre, Ruggero Po – giornalista radiofonico e Umberto Alunni – Aire – Ass.ne Italiana Radio d’Epoca.
Le radio delle origini a Magliano Sabina
A Magliano la prima radio ad ascolto pubblico è con ogni probabilità quella che si trovava all’interno dell’Opera nazionale dopolavoro, il circolo voluto dal fascismo che fu aperto nel 1928. L’apparecchio si aveva un altoparlante nei locali di quello che sarebbe poi stato, nel Dopoguerra, il bar comunale e oggi è la sede degli sportelli dell’Acqua pubblica sabina. Negli stessi spazi fu trasferita anche la sede del Partito nazionale fascista, dopo un primo periodo in piazza Garibaldi (prima era dove oggi si trova la Pro Loco). Tra gli appassionati di radiofonia maglianesi va ricordato il professor Ottorino Pagani, che in casa propria in piazza Mariano Falconi, teneva una splendida radio in grado di captare in onde medie trasmissioni e concerti di musica sinfonica provenienti “anche dall’altra parte del mondo”.
Maggiori informazioni sulla mostra a Rieti sono disponibili sul sito 100anni.fondazionevarrone.it.
incontri newsletter 24 – settembre 2024
