Incontro con il maestro novantenne e i monaci della comunità spirituale che si è insediata su una collina ribattezzata Gupta Govardh. Ecco come vivono nelle campagne e come la pensano sulla vita
Coltivano la terra e traggono il sostentamento da tutto ciò che essa offre spontaneamente. “Da ciò a cui permettiamo di entrare nel nostro corpo e di sostenerlo dipende la qualità della nostra vita. Quindi dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni, della nostra salute e di quella di chi ci sta intorno” dicono. Riconoscono un Dio unico per tutti i popoli, professano l’amore e la pace tra gli esseri viventi e, infine, credono nella reincarnazione. Reincarnazione che porta, ognuno, ad abbandonare ciclicamente la materia, il corpo, per poi rinascere in un’altra forma, incessantemente, per compiere il proprio destino.
I devoti della Shri Chaitanya Sridhara Sangha
Sono i devoti della Shri Chaitanya Sridhara Sangha vale a dire l’assemblea dei Guardiani del messaggio del Signore Chaitanya Mahaprabhu, l’associazione spirituale legata al movimento degli Hare Krishna che ha individuato uno dei colli più isolati di Madonna degli Angeli, a Magliano Sabina, per edificare il loro tempio. Il progetto è partito nel 1990, quando il maestro spirituale Swami Bhakti Madhurya Ban Maharaja acquistò i primi tre ettari della collina, da subito ribattezzata Gupta Govardhana, come l’omonima collina dell’India dove secondo la filosofia il Signore supremo Sri Krishna trascorse la vita terrena.

Un tempio in una proprietà di 10 ettari
Nel corso degli anni la proprietà è stata ampliata fino a 10 ettari, necessari per costruire il maestoso tempio realizzato seguendo un mix tra cultura occidentale e orientale. Una struttura che oggi accoglie, oltre al maestro spirituale – che vive in pianta stabile a Magliano dopo il lockdown imposto dal Covid-19 – altri cinque monaci, tre uomini e due donne di diversa età e provenienza.
Lo scopo di questo progetto è quello di creare un’oasi spirituale incantevole e libera da ogni forma di ansia del vivere moderno, dove i bisogni spirituali di ogni essere possono essere soddisfatti.
Il maestro, 90 anni il prossimo 28 giugno, è originario di una numerosa famiglia del Suriname, in America del Sud, ed è giunto in Europa negli anni ‘70 come artista e scultore, poi illuminato dalla filosofia orientale dopo un viaggio in India. “Lo scopo di questo progetto – spiegano – è quello di creare un’oasi spirituale incantevole e libera da ogni forma di ansia del vivere moderno, dove i bisogni spirituali di ogni essere possono essere soddisfatti”.

La giornata dei monaci e il lavoro nei campi
La giornata dei monaci comincia al mattino presto, alle 4.30, con la preghiera e i canti che, secondo i loro racconti, sono necessari a dare vigore al corpo per affrontare la lunga giornata interamente dedicata al lavoro nei campi. Qui si coltiva un grosso orto, si semina e si raccoglie il grano, la frutta da un enorme frutteto e si custodisce un uliveto di circa 250 piante. Nessun animale è presente sul colle, a parte quelli selvatici che entrano ed escono indisturbati dalla proprietà perché l’area non ha né cancelli né recinti e gli uomini, così come tutti gli esseri viventi, possono entrare ed uscire liberamente.

In assoluta osservanza del quinto comandamento “non uccidere” mangiare la carne, così come le uova, significherebbe compiere un peccato. “Ogni forma vivente – dice il maestro – ha una dignità. L’uomo, che è stato dotato di un’intelligenza superiore a quella degli animali, non può decidere per il destino di questi”.
I discepoli pensano alle esigenze materiali
Ogni attività è orientata all’accoglienza e offerta a Dio. Alle esigenze materiali della vita, invece, pensano i discepoli, che contribuiscono, con il loro lavoro fuori dalla struttura, a supportare il centro spirituale. Sono gli stessi che periodicamente vivono il tempio nel quale vengono organizzati seminari, giornate di preghiera e le di Bhakti yoga. “Sono quelle pratiche che risvegliano la relazione d’amore eterna tra Dio ed ogni anima individuale” spiegano. Un microcosmo che persegue dunque l’autosufficienza e che convive con la comunità maglianese la quale, però, appare indifferente a questa singolare e affascinante dimensione.
(In copertina: il maestro Swami Bhakti Madhurya Ban Maharaj).
newsletter 22 – giugno 2024
