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Acqua: aumenti rimandati, ma il rischio resta. Sindaci cercano soluzione

L’assemblea dell’Ato 3 respinge il piano tariffario 2025 di Aps. La partita è ancora aperta, mentre l’Arera potrebbe intervenire. Nel frattempo, disagi per molti cittadini durante le festività natalizie

Per ora l’acqua resterà meno salata anche se il pericolo di una stangata è tutt’altro che scongiurato. L’impressione è che gli aumenti in bolletta sono stati solo rimandati a data da destinarsi per dare tempo ai sindaci di trovare il modo di far digerire la pillola ai cittadini.

Ato 3 respinge il piano tariffario proposto da Aps

L’assemblea dei sindaci dell’Ato 3, ossia il gruppo di comuni che per legge deve gestire insieme il servizio idrico, ha respinto la proposta di piano tariffario che era stata avanzata dal gestore unico, ossia l’Aps. La bozza prevedeva aumenti in bolletta dell’8% nel 2025, del 5% nel 2026, del 3% nel 2027 e del 2% negli anni successivi. Una “stangata” che l’azienda ha cercato di giustificare facendo riferimento all’incremento del costo dell’energia elettrica, all’inflazione e a diversi investimenti effettuati per migliorare la rete idrica.

Le proteste: sindacati e sindaci contro gli aumenti

Tra l’autunno e dicembre sulla questione il dibattito tra i sindaci e le parti sociali si è infiammato. Alcune associazioni e alcune sigle sindacali (la Uil in testa) avevano fatto appello ai sindaci per fermare gli aumenti. Si è formato un movimento di sindaci (con quelli di Cantalupo e Montopoli più in vista) che si è opposto alla proposta di piano tariffario criticando la governance dell’Aps.

Arera pronta a intervenire in caso di stallo

Come funziona la faccenda? Le tariffe vanno approvate dai sindaci che sono anche i soci dell’Aps che ha fatto la proposta. Tuttavia se non si arriva al dunque la legge prevede che possa intervenire l’Arera – l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – che d’imperio può imporre un piano tariffario per coprire i costi del servizio.

Sindaci divisi: chi è per il no e chi cerca mediazioni

Tra novembre e dicembre ci sono stati una serie di appelli da parte dei sindaci “ribelli” e si sono formati in sostanza due “partiti”. Da una parte coloro che volevano dire no alle nuove tariffe, dall’altra chi invece spingeva per l’approvazione paventando, come un fantasma, l’intervento dell’Arera. Nel mezzo i “pontieri” tra i quali, a quanto sembra, c’era anche il sindaco di Magliano Sabina, Giulio Falcetta che, storicamente, ha sempre avuto un buon rapporto con Aps.

Assemblea boccia piano Aps: ruolo decisivo di Rieti e Fara

Alla fine il 27 dicembre l’assemblea dei sindaci – dopo un primo rinvio – ha rimandato al mittente la proposta di piano tariffario di Aps: decisivo il voto dei soci “pesanti” ossia i comuni di Rieti, Fara Sabina e la Provincia. Ma anche qui, da quello che sembra, le posizioni non sono unanimi. I sindaci “ribelli” hanno esultato chiedendo le dimissioni dei manager di Aps. Altri primi cittadini, invece, si aspettano semplicemente che il gestore presenti un piano tariffario più “digeribile”. “Abbiamo chiesto ad Aps di spalmare in diverso modo i conguagli e gli aumenti dei costi già in essere e quelli stimati, siamo in attesa che il gestore proceda in questo senso”, si limita a dire il sindaco Falcetta.

Disagi durante le feste: rubinetti a secco per ore

Una situazione in divenire insomma. Intanto, se ancora non è certo se ci saranno o meno gli aumenti in bolletta, periodicamente, non mancano mai i disagi. Ne sanno qualcosa gli abitanti del centro storico e delle aree limitrofe che sono rimasti con i rubinetti a secco la sera della vigilia di Natale e quella dell’ultimo dell’anno. Poche ore che sono bastate tuttavia a rovinare le feste.

Incontri newsletter 27 – gennaio 2025