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Alla conquista della fantasia in un gioco con un robot e un bambino

La Mirabilis Teatro societas è tornata al Festival della robotica di Pisa proponendo un’attività educativa con legno, carta, forbici e colori. Il tutto incardinato su uno dei divertimenti della tradizione rivisitato in chiave moderna

Legno, carta, forbici e colori. Tutto materiale di “alta tecnologia”. Nell’Era delle tecnologie dell’intelligenza artificiale, nel festival più importante dedicato alla robotica che si svolge ogni anno a Pisa, è tornata l’arte della Mirabilis Societas. E per occupare uno spazio importante attraverso i laboratori rivolti ai più piccoli.

Il Festival della robotica è costituito da una serie di eventi, tra divulgazione scientifica, dibattiti e intrattenimento, dedicati alle macroaree della tecnologia e dell’innovazione, e alle loro più recenti applicazioni nella quotidianità del nostro presente e futuro. Quest’anno si è svolto l’ultimo fine settimana di maggio e gli organizzatori hanno voluto rinnovare la collaborazione con l’associazione maglianese per arricchire il proprio programma di attività.

Gli ingredienti analogici del laboratorio

Gli ingredienti del laboratorio Marga Barbaresi e di Luciano e Vera Minestrella sono sempre gli stessi, conditi da tanta creatività con l’obiettivo – forse un po’ fantascientifico per i nostri giorni in cui i più giovani sono poco abituati ad inventare e reinventarsi – a sviluppare la fantasia. Allora che un divertimento la cui storia si perde nella notte dei tempi come il gioco dell’oca può diventare volano di questa importante rivoluzione.

A piccoli passi si arriva al traguardo

Ecco dunque nato il laboratorio “Robotica educativa – A piccoli passi si arriva al traguardo”, un laboratorio “unplugged”, cioè senza computer, in cui si lavora sulla creatività e la cultura robotica. Protagonista di questo gioco è un bambino – annoiato davanti allo schermo di un cellulare e senza stimoli nel dove eseguire i suoi compiti – e un robottino, presente in casa per accudire una nonna, che al di là dei movimenti programmati comincia a ragionare e a giocare con un vecchio gioco tenuto sul fondo di una scatola e mai utilizzato. Il gioco dell’oca, con il suo percorso di caselle è lo stimolo per i due per cominciare a lavorare a quattro mani per disegnare riempiendo quelle caselle di obiettivi.

L’esperienza di Luciano Minestrella

“A Pisa siamo ormai siamo di casa – dice Luciano Minestrella, che lavora dal 1970 con i ragazzi da quando fondò a Magliano la Scuola Libera – ed è sempre un piacere essere inseriti in un contesto così importante. Portiamo la nostra cinquantennale esperienza per l’Italia, coscienti che essa affonda le sue radici nella cultura nella terra natia. Al festival abbiamo proposto un gioco creativo, perché crediamo nell’importanza del divertimento per apprendere”.

newsletter 22 – giugno 2024