Svista del gestore, che ha usato lista degli utenti della nettezza urbana. Revocata la non potabilità dopo 132 giorni di divieto. Rotture e siccità hanno reso l’estate un inferno
Regolarizzare in breve tempo la propria posizione relativa all’utilizzo dell’acquedotto comunale o alle rete della fognatura. Oppure? Mega multa e marchio d’infamia per essere utenti individuati da Acqua pubblica sabina (Aps) come “furbetti”. Peccato che alcuni cittadini “di confine”, fatti oggetto di lettere in cui si sosteneva che si fossero allacciati in modo fraudolento ai servizi di Aps, siano serviti dall’acquedotto di Calvi dell’Umbria a seguito di un accordo intercomunale e che versassero regolarmente quanto dovuto al comune umbro.
Interruzioni, divieti e proteste per l’acqua potabile
La brutta figura del gestore dell’acquedotto pubblico è arrivata nel corso di un’estate caratterizzata – come nel resto d’Italia – da grandi difficoltà di approvvigionamento di acqua nelle case di Magliano. Un’estate che, paradosso dei paradossi, ha visto anche ridurre a colabrodo un lungo tratto di acquedotto a causa della perforazione dei tubi compiuta dagli operai di un’azienda impegnata in lavori di installazione di paletti lungo la carreggiata della Flaminia. Proteste a non finire e cittadini infuriati. Intanto l’ordinanza di non potabilità dell’acqua di Magliano Sabina si è prolungata fino al 12 settembre. Il divieto era cominciato il 4 maggio: 132 giorni di inquinamento. A completare il quadro, oltre all’attesa della conclusione dei lavori per l’allaccio al Peschiera, anche le file di persone sui marciapiedi di fronte allo sportello Aps di piazza Garibaldi ogni mercoledì.
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La vicenda delle lettere di intimazione
Ma cosa è accaduto a coloro che – pur essendo allacciati a Calvi – si sono visti chiedere denaro da Acqua pubblica sabina che, evidentemente, non conosce bene la storia del Comune di Magliano? Le lettere sono state recapitate a metà dell’estate e – con tono tutt’altro che bonario, smorzato dai “cordiali saluti” di chiusura – intimavano ai proprietari di regolarizzare la loro posizione contrattuale. Secondo l’azienda questi cittadini si erano attaccati in maniera fraudolenta alla rete dell’acqua potabile senza però pagare una bolletta. “Da un controllo effettuato presso gli archivi anagrafici del Comune di residenza – si leggeva- è emerso che la sua posizione contrattuale idrica risulta non regolare. Aderisca immediatamente alla campagna per la sanatoria delle irregolarità contrattuale”.
Bollette e contratti stipulati in Umbria
Niente di tutto ciò. Ma per dimostrarlo i cittadini hanno dovuto esibire bollette e contratto per spiegare al gestore reatino che da sempre, non essendo raggiunti dalla rete dell’acquedotto di Magliano, vengono serviti dalla rete del Peschiera di Calvi dell’Umbria. Il pasticcio, secondo gli uffici, si sarebbe creato per effetto di un controllo incrociato tra l’archivio degli utenti della nettezza urbana, gestita sul tutto il territorio di Magliano dall’Azienda municipalizzata, con quello di Aps, ma senza tenere conto della particolare situazione “di confine”.
newsletter – settembre 2022

