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Arriva il bollettino del Consorzio di bonifica: chi paga e cosa cambia

948 proprietari di terreni a Magliano ricevono per la prima volta la richiesta di contributo del Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina. Il totale annuo è di 42 mila euro

A molti cittadini maglianesi sono pervenuti i primi bollettini di pagamento a favore del Consorzio di bonifica Etruria Meridionale e Sabina che si è qualificato come nuovo responsabile delle attività di gestione e manutenzione dei corsi di acqua pubblici del territorio comunale. L’ente deve garantire il corretto deflusso delle acque, la salvaguardia del territorio e la prevenzione di fenomeni di dissesto idrogeologico e di rischio idraulico, nonché supporto delle attività agricole.

Un nuovo ente inutile o un servizio non richiesto?

Per consentire lo svolgimento di queste attività, tutti i proprietari di terreni del comprensorio o che traggono benefici dalla manutenzione sono tenuti a partecipare alle spese pagando un contributo consortile. Questo contributo non costituisce però un’imposta aggiuntiva, ma rappresenta la quota di partecipazione ai costi sostenuti del Consorzio. L’ennesimo ente inutile che va a colpire le tasche del cittadino? Un servizio non richiesto che può essere eseguito benissimo dalle amministrazioni locali con costi minori?

Il Consorzio spiega cosa intende realizzare

Il Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina, che ha la sede legale ad Acquapendente e quella operativa a Rieti, il 23 giugno ha scritto al sindaco di Magliano, Giulio Falcetta. La lettera fornisce una serie di chiarimenti su comprensorio e attività programmate in risposta ai legittimi quesiti sollevati da cittadini e amministrazione comunale.

42 mila euro di costi divisi tra 948 consorziati

Tra le notizie più interessanti si scopre così che la perimetrazione del territorio comunale nel consorzio ha seguito criteri tecnico-idraulici e geomorfologici ricomprendendo principali fossi e canali di scolo pubblici per tutta la lunghezza: in passato era considerata invece solo la loro parte terminale. In questa maniera all’interno del comprensorio risultano presenti 948 consorziati, corrispondenti ai proprietari dei terreni che beneficiano delle attività di manutenzione e gestione della rete idraulica, il cui contributo complessivo alle opere consortili ammonta a circa 42 mila euro annui. Un importo calcolato sulla base delle regole e dei parametri fissati dal Piano di Classifica.

Consorzio di Bonifica – come funziona il contributo (Piano di Classifica)
# Regola Dettaglio
1 Importo annuale fisso Il contributo è complessivo e annuale; non sono previsti conguagli.
2 Basato su superficie e rendita L’importo dipende dall’estensione del terreno e dalla relativa rendita catastale.
3 Cumulativo per proprietario Chi possiede più terreni paga un unico tributo aggregato per intestatario catastale.
4 Varia per zona altimetrica Aliquote più alte in pianura, più basse in collina e nelle aree pedemontane.
5 Comproprietà: paga uno solo In caso di comunione o comproprietà il contributo è unico, legato all’appezzamento non al numero di proprietari.
6 Minimo di 16 euro Se il totale cumulativo è inferiore a 16 euro si applica il contributo minimo, una sola volta per intestatario.
7 Dati catastali al 31/12/2024 Gli avvisi di pagamento si basano sui dati ufficiali dell’Agenzia del Territorio aggiornati a fine 2024.
8 Il 72% paga tra 16 e 20 euro La fascia minima è stata scelta per garantire la presenza del Consorzio senza gravare sui contribuenti, grazie ai finanziamenti regionali.
9 Nessun aumento di vertice L’ampliamento del comprensorio non aumenta i membri del CdA né i compensi: le risorse vanno interamente al personale operativo e ai mezzi.

Gli interventi risultano oggi particolarmente necessari, poiché numerosi fossi di scolo versano da anni in condizioni di insufficiente manutenzione e non sono più in grado di garantire il regolare deflusso delle acque meteoriche. Il Consorzio prevede di operare prioritariamente sui fossi L’Aia, della Longara, Colle Manno, Madonna, Chiorano, dei Bagni, Campana e Riano.

I benefici attesi sulla carta

I benefici che si spera di avere dalla presenza del Consorzio sono parecchi. Tra di essi i principali: maggiore sicurezza idraulica per cittadini, imprese e infrastrutture; riduzione del rischio di allagamenti e dei relativi danni economici; manutenzione programmata e continuativa della rete dei fossi e dei canali di scolo. E ancora: accesso a finanziamenti regionali, nazionali ed europei destinati al territorio; valorizzazione e sostegno delle attività agricole locali; contrasto ai fenomeni di dissesto idrogeologico ed erosione; riduzione dei costi straordinari sostenuti dal Comune per interventi di emergenza e, infine, miglioramento complessivo della resilienza del territorio rispetto agli eventi climatici estremi.

Incontri newsletter 42 – luglio agosto 2026