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Mario Bernardini: da comandante dei vigili urbani a consigliere comunale

Intervista al nuovo ingresso nell’aula consiliare di Palazzo Vannicelli dopo le dimissioni di Emanuele Magnifica. Bernardini subentra per rinuncia anche di Antonella Chieti che resta assessore alla cultura

Nella schiera della maggioranza di Palazzo Vannicelli si è risolto il Risiko della nomina per individuare il successore di Emanuele Magnifica, consigliere comunale dimessosi a febbraio per motivi personali: a succedergli sarà Mario Bernardini, storico volto del corpo dei vigili urbani di Magliano Sabina dove ha lavorato dal 1° giugno 1979 al 31 marzo 2021.

L’ex vigile urbano, 53 preferenze alle ultime amministrative, è potuto entrare in consiglio comunale grazie all’effetto combinato delle dimissioni di Magnifica e alla rinuncia di Antonella Chieti, che aveva ottenuto 79 preferenze alle elezioni e quindi prima tra i non eletti nella maggioranza ma che ha rinunciato anche in virtù del suo ruolo di assessore esterno alla cultura.

È sbagliato concepire la figura della ‘guardia’ come uno spara-multe, associazione che si addice meglio, per esempio, a un ausiliario del traffico che è pagato da una ditta esterna.

Mario Bernardini

“Vorrei ringraziare Antonella Chieti per avermi concesso questa opportunità con la sua rinuncia e anche i consiglieri di opposizione: in occasione del voto sulla ratifica della mia elezione hanno espresso consenso favorevole, solitamente ci si astiene in questi casi e per me questa è un’attestazione di rispetto”. Mario Bernardini ha 67 anni, ha lavorato come agente di polizia locale (ora le “guardie” si chiamano così) a Magliano Sabina per 42 anni, 16 dei quali affianco a suo padre Natale, storica figura del corpo dei vigili urbani scomparso il 25 giugno 2024.

Molto probabilmente il neo consigliere si occuperà di Polizia Locale, sicurezza e videosorveglianza, oltre a essere subentrato all’ex collega Magnifica nelle commissione elettorale e in quella su regolamento comunale e statuto.  “Spero di poter portare un aiuto – dice – in tema di sicurezza, polizia locale e sorveglianza del territorio, facendo leva sulla mia esperienza professionale”. 

Perché hai deciso di candidarti alle elezioni comunali?

“In realtà mi è stato proposto dal sindaco Falcetta, io non mi sarei candidato perché non ho mai avuto dimestichezza con la politica e mia sponte non avrei pensato di poter fare il consigliere. Il sindaco però è stato molto persuasivo: mi ha detto che desiderava puntare su persone di esperienza che conoscessero bene il lavoro che avrebbero fatto e il funzionamento della macchina amministrativa. Cercavano più un amministratore che non un portatore di voti, e allora mi sono buttato nella mischia. Ci tengo però a precisare di aver fatto una campagna elettorale discreta e questo lo dimostrano anche le preferenze ottenute, inferiori a quelle di altri dato che non ho reclamizzato molto la mia figura anche per aspetti caratteriali”.

Quali obiettivi vorresti raggiungere?

“Il primo compito da smarcare è l’adeguamento della sorveglianza ai continui aggiornamenti normativi e successivamente spero di poter portare – leggi e fondi permettendo – il Corpo degli agenti di polizia locale a un numero più adeguato alla popolazione. Il presidio del territorio è importante e la quantità attuale dei vigili non è adeguato. Purtroppo è questo un problema che riguarda l’intera provincia di Rieti. Quando lavoravo c’era un nutrito numero di iscritti all’Associazione vigili urbani della Bassa Sabina, adesso non ci sono proprio vigili in comuni come – ad esempio – Montebuono, Forano, Collevecchio, Montasola e Vacone. E questo comporta sicuramente un disservizio per i cittadini”.

Consentimi una battuta: in realtà la figura del vigile urbano è seconda per antipatia solo a quella del dentista.

“È quanto di più sbagliato si possa pensare: sarà pur vero che non è un mestiere facile, ma un altro obiettivo che vorrei raggiungere è far cambiare alla cittadinanza la percezione del lavoro fatto dalla polizia locale. Il vigile ‘di paese’ conosce persone e territorio, può intervenire tempestivamente e riportare direttamente al vertice dell’amministrazione delle problematiche più complesse: ascolta direttamente la voce della gente. È sbagliato concepire la figura della ‘guardia’ come uno spara-multe, associazione che si addice meglio, per esempio, a un ausiliario del traffico che è pagato da una ditta esterna e ha il mandato di far fare cassa a chi lo assume senza una minima sensibilità per situazioni e persone che si trova ad affrontare”.

Durante il tuo mandato da “capo” dei vigili hai insistito molto pure sulla sicurezza stradale.

“Vero. E infatti lavorerò per organizzare iniziative di educazione stradale nelle scuole per sensibilizzare i giovani al rispetto del codice della strada. Mi piacerebbe inoltre organizzare campagne anti truffa per gli anziani e realizzare sinergie con i comuni limitrofi per aumentare i servizi di polizia locale: in tempi di tagli agli enti locali e aggregazioni dei municipi questa è una strada obbligata. Secondo me, perlomeno a Magliano, le infrastrutture per fare un buon lavoro di polizia locale ci sono. È il personale a essere sottodimensionato”.

Mario Bernardini quando era comandante della Polizia municipale

Ho un ricordo di un corpo dei vigili urbani molto coeso e con grande spirito di servizio per la comunità, è ancora così?

“Diciamo che sicuramente la professionalità dei miei ex colleghi ancora in servizio è fuori discussione però i tempi sono cambiati, le leggi sono più vincolanti, il numero degli agenti in servizio è diminuito e sono chiamati anche a svolgere funzioni amministrative che prima non avevano quindi certe cose non potremmo vederle più”.

Tipo?

“Beh, un esempio ce l’hai in casa (l’autore dell’articolo è figlio di un agente di Polizia locale in pensione ndr): tuo padre sopperiva all’assenza degli autisti dello scuolabus andando a fare il servizio, si alzava prima, si infilava la divisa, portava i ragazzini a scuola e poi veniva in ufficio a fare il vigile. Il tutto era animato dallo spirito di non far mancare un servizio essenziale ai concittadini. Ecco: queste cose qui oramai sono quasi impossibili”.

Incontri newsletter 29 – aprile 2025