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Il fenomeno dei “vaganti” e le spese per mantenere i randagi. Arriva l’area cani

Le spese salgono e scendono di anno in anno. I volontari: il problema è la cattiva educazione di quei padroni che li lasciano incustoditi

A leggere i consuntivi di spesa del Comune di Magliano Sabina sembrerebbe che il problema del randagismo sia una piaga che viene e che va. Per il mantenimento dei cani in rifugio dalle casse comunali, secondo le rilevazioni di opensoldipubblici.it, sono usciti quasi 14 mila euro nel 2017. L’anno successivo la somma è calata a 9.600, per crollare addirittura a 324 euro nel 2019 – come se non ci fossero più randagi da mantenere – e balzare di nuovo a 17.500 nell’anno della pandemia. L’anno scorso sono stati spesi 2.244 euro.

La spesa del Comune di Magliano Sabina per la lotta al randagismo

I cani per legge, va detto, non possono essere soppressi e vanno mantenuti a vita. E nel canile o rifugio entrano a spese del contribuente perché catturati e ne escono da adottati o morti. Quelli di Magliano sono ospitati da anni a Calvi dell’Umbria, in una struttura della quale il direttore sanitario è Guido Grillini, medico veterinario e pure sindaco del comune umbro. Ad oggi sono una decina quelli provenienti da Magliano e non tutti a carico dell’amministrazione.

Il sindaco: “Dobbiamo attuare politiche più attente”

Ma cosa sta accadendo con i randagi a Magliano? “Le spese per il ‘canile’ fluttuano abbastanza normalmente”, risponde il sindaco Giulio Falcetta. “Il 2018 e il 2019 sono stati anni in cui si è stata fatta una campagna adozioni importante, grazie a persone del territorio e associazioni. Per questa ragione le quote da pagare si erano abbattute. Poi nel 2020, complice la pandemia, il ‘problema’ è esploso e così il malcostume dell’abbandono – che è un reato – l’impossibilità di incontrarsi e vedersi per le persone, hanno determinato poche adozioni”.

Dobbiamo sostenere le associazioni e i volontari, soprattutto nella ricerca di famiglie adottive. Questo impegno, come il controllo del territorio attraverso campagne di sterilizzazioni, deve essere una precisa responsabilità che dobbiamo assumerci.

Giulio Falcetta

Il primo cittadino però non nasconde che “su questo fronte dobbiamo migliorare”. Dice Falcetta: “Negli ultimi tempi si è costituita un’associazione molto attiva che si prende cura degli animali abbandonati. Ma è come Amministrazione che dobbiamo attuare politiche più attente su questo fronte e sostenere le associazioni e i volontari, soprattutto nella ricerca di famiglie adottive. Questo impegno, come il controllo del territorio attraverso campagne di sterilizzazioni, deve essere una precisa responsabilità che dobbiamo assumerci”.

De Paolis: “Non è randagismo, ma cattiva educazione”

“A Magliano, a ben vedere, il randagismo non esiste”. A parlare è Simonetta De Paolis, dal 2018 in prima fila assieme ad altre volontarie nella tutela degli animali, e animatrice della sede di Magliano Sabina dell’associazione “2cuori6zampe”, nata nel giugno del 2021. “C’è semmai un problema di cattiva educazione nella gestione dei cani padronali. Spesso senza chip, senza vaccinazione, senza custodia. Basta una cagnetta in calore che un maschio si può spostare anche da Colle Pineto fino a Casa Cantoniera. Poi quando li ritroviamo sono cani vaganti, dei quali è difficile rintracciare il proprietario, e che talora si vergogna magari di dichiararsi tale. Noi gli diamo ricovero e poi, se non c’è modo di farli tornare a casa, finiscono adottati da altri”.

Basta una cagnetta in calore che un maschio si può spostare anche da Colle Pineto fino a Casa Cantoniera. Poi quando li ritroviamo sono cani vaganti, dei quali è difficile rintracciare il proprietario.

Simonetta De Paolis

“Servirebbero campagne comunali di sensibilizzazione ed educazione, anche nelle scuole, microchip gratuiti, censimento, monitoraggio e anche multe. I vigili – conclude De Paolis – sono pochi e hanno anche altre competenze, è vero, ma proprio per questo si dovrebbe investire di più nella prevenzione”.

La leggendaria Maremmana delle Curve

Non mancano a Magliano storie di cani vaganti che sfiorano la leggenda. È il caso della “Maremmana delle Curve”, una cagna di quattro anni, praticamente inafferrabile, che vive nella macchia lungo la discesa di Magliano. L’animale, per la sua storia di vita, è fobico nei confronti degli umani. Allo stesso tempo è anche una prolifica fattrice di giovani cani di grossa taglia. L’ultima cucciolata ne contava otto e presto potrebbe restare di nuovo incinta. Per la loro cattura – come per quella dei loro fratelli nati prima – e messa in sicurezza si è mobilitata da tempo “2Ccuori6zampe”.

Un cane pastore maremmano
Un esemplare di cane pastore maremmano

Quattro hanno trovato ricovero a Rieti, a cura del Comune, altri tre sono finiti nel ricovero che Simonetta De Paolis ha realizzato in pianura a Magliano e che mantiene con le proprie risorse e cura con quelle di altre volontarie. L’ultimo sta per essere catturato. Ma il problema resta la madre, la bianca “Maremmana delle Curve”, per la quale da agosto a dicembre non è bastata una gabbia trappola (pagata da De Paolis) e per la quale oramai servirebbe un fucile con sedativo e un drone per recuperarla poi addormentata nella macchia. Altrimenti continuerà a far cuccioli, vivere male e rappresentare un pericolo per sé e per gli automobilisti.

Bocconi avvelenati e paura dei cani

Se da un lato c’è chi ama e difende i cani, dall’altro a Magliano si registrano episodi di crudeltà verso i quattro zampe. A inizio maggio si è diffusa la notizia del ritrovamento alla Pineta di bocconi avvelenati. Un episodio avvenuto già in passato addirittura sui marciapiedi. Il che ha riaperto la questione della necessità di un’area cani, reclamata di chi i cani li tiene come figli ma, implicitamente, pure da chi – come accaduto ai primi di aprile – alla Pineta si è trovato a rimbrottare i proprietari di due animali che avrebbero spaventato un bambino di otto anni.

Veduta della Pineta di Magliano Sabina
Una veduta della Pineta di Magliano Sabina

Pineta: al via i lavori per un’area dedicata

“Il Comune, insieme ad alcuni volontari, aveva recintato una parte della Pineta in basso per dare uno spazio riservato ai cani. C’era chi ce li portava, altri la ritenevano lontana e non sicura”, dice il sindaco Falcetta. “Comunque, finalmente il GAL ci ha inviato il decreto di finanziamento della sistemazione della Pineta e quindi a breve inizieranno i lavori – spero entro giugno – e si realizzerà anche un’area cani”, conclude il primo cittadino. Il progetto è quello che prevede un investimento di 150 mila euro, di cui 110 mila di lavori, per rendere accessibile a tutti, anche alle persone con disabilità, la Pineta con percorso interno, recinzione, giochi per bambini, parcheggio per disabili, maggiore illuminazione, palestra e cielo aperto, panchine e cestini. Che si spera vengano usati e non vandalizzati.

newsletter 02 – maggio 2022