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Cantina Vicosa ha un compratore: l’assemblea dei soci prende tempo

Una società romana ha presentato un’offerta che è stata discussa il 30 gennaio. L’impresa avrebbe già un frantoio e sarebbe interessata al mercato vinicolo. Si spera in investimenti per produzione e occupazione

La Cantina Sociale Vini dei Colli Sabini ha trovato un acquirente. La notizia ha avuto prima la sua ufficialità con la pubblicazione della convocazione dell’assemblea ordinaria dei soci. Ordine del giorno: proposta di vendita e varie ed eventuali. E poi nel corso dell’incontro, tenutosi il 30 gennaio, quando il presidente Enzo Nesta ha presentato ai soci il potenziale acquirente. 

A proporre l’acquisto, curato nella trattativa dall’Agenzia Tecnorete di Magliano, una società con sede nella Capitale e che opera nella provincia di Roma che già opera nel settore olio. La somma che sarebbe stata offerta supererebbe i 300 mila euro.

Un passo significativo per il risanamento

L’acquirente sarebbe già proprietario di un frantoio oleario, ma ora vorrebbe entrare nel settore del vino. La vendita a suo favore dell’immobile di Madonna Grande da parte di Vicosa consentirebbe di risanare i conti della cooperativa che già da tempo si trova in difficoltà e di soddisfare così alcune richieste da parte dei creditori, primi tra tutti i soci che da qualche tempo attendono il pagamento dell’uva conferita nelle passate campagne vitivinicole. 

Professionisti e nuove assunzioni?

I soci però non hanno accettato subito l’offerta: vogliono capire meglio e riflettere. Torneranno a riunirsi per fine febbraio. Intanto si accendono le speranze perché se le intenzioni l’immobile resteranno tali per la storica realtà maglianese che potrebbe “risorgere” nella produzione e, non da meno, dal punto di vista occupazionale. La società, infatti, avrebbe già pronto un team di professionisti del settore per dare il via alla produzione, ma sarebbe anche pronta ad assumere personale sul territorio. 

La crisi non è una sorpresa: negli ultimi anni i segnali

La difficoltà della Vicosa che ha portato a questa compravendita non arriva inaspettata. La cooperativa ha attraversato una crisi profonda negli ultimi anni, con una progressiva riduzione dei soci e dei conferimenti di uva. Nel settembre 2022 il presidente Enzo Nesta aveva lanciato un accorato appello per salvare la cantina. Dal 2023 la produzione di vino si è fermata completamente. Il bilancio dello stesso anno ha certificato perdite per 82.631 euro e un’esposizione finanziaria pesante verso banche e privati. La cooperativa, nata nel 1969 con un centinaio di soci viticoltori e cresciuta fino a toccare quota 140 iscritti negli anni d’oro, ha visto negli ultimi tempi anche la perdita dello status di cooperativa a mutualità prevalente. La messa in vendita dell’immobile di mille metri quadrati a Madonna Grande era quindi una conseguenza annunciata della situazione contabile.

Incontri newsletter 36 – gennaio febbraio 2026