I lavori per la messa in sicurezza dell’istituto sono terminati. Aperto nel 1914 sopravvisse a due guerre e ai bombardamenti. Ma dal 2009 era deserto. Luogo di ricordi e lezioni per decenni
La scuola elementare è pronta per essere riaperta. Il primo piano entro ottobre, il secondo a dicembre. Dopo quasi 15 anni di attesa lo storico edificio di Viale XIII Giugno, chiuso dall’estate del 2009, tornerà ad accogliere i bambini. Lo stato di semi abbandono al quale ormai ci si stava quasi rassegnando sta per terminare.
Annuncio e emozione social. Le prime foto
A fissare l’ultima road map era stato proprio il sindaco Giulio Falcetta su Incontri circa un anno fa (clicca qui). Aveva promesso di riaprire per l’anno scolastico 2023-2024 e così sarà. Non c’è stato il tempo per riaccogliere gli alunni a settembre. Ma si ritarderà solo qualche settimana. A dare l’annuncio è stata l’amministrazione comunale al termine di un sopralluogo tecnico avvenuto il 20 settembre. Sui social sono state pubblicate alcune foto degli interni rimessi a nuovo. Scatti che hanno emozionato generazioni e generazioni di maglianesi che hanno rivisto la loro scuola.
Aule a norma antisisma e antincendio
La struttura è stata messa a norma per quanto riguarda le norme antisismiche e l’antincendio, inoltre sono stati migliorati gli ambienti con colori nuovi e tecnologie all’avanguardia. L’edificio è stato dotato di telecamere, aule digitali, laboratori e un sistema di climatizzazione moderno. Da quello che si percepisce dai primi scatti diffusi, è stato rispettato l’aspetto architettonico degli ambienti. Rivedere i finestroni delle classi è stato un colpo al cuore per molti. Tanto è vero che numerosi genitori hanno chiesto di poter rientrare nella scuola che li ha accolti bambini e l’amministrazione sta pensando a una sorta di open day quando tutto sarà riaperto.
Il piano per il rientro nelle classi
Ma prima, giustamente, sarà il turno dei bambini. Entro la prima metà di ottobre riapriranno le classi al piano terra. Ci saranno trasferite tutte le prime classi non appena arriveranno e saranno posizionati arredi e attrezzature didattiche acquistate dall’istituto omnicomprensivo. Entro dicembre, con la riapertura del primo piano, l’edificio ospiterà tutto il primo ciclo della scuola primaria (le ex elementari).
La soddisfazione dell’amministrazione
“Ci siamo impegnati al massimo per restituire lo storico edificio ai maglianesi e questi sono i primi risultati. A novembre l’apertura anche del primo piano e probabilmente in estate la facciata”, scrive il sindaco Giulio Falcetta sui social. La ferita sta per essere chiusa per sempre dunque. Anche perché vedere quell’edificio chiuso era un pugno allo stomaco per tutti i maglianesi.
Ci siamo impegnati al massimo per restituire lo storico edificio ai maglianesi. A novembre aprirà anche il primo piano e la prossima estate verrà completata la facciata
Giulio Falcetta
Una scuola più forte dei bombardamenti
Notizie storiche precise si possono reperire nell’Archivio Storico dove negli anni passati, grazie all’impegno dell’indimenticato Guido Poeta (tra l’altro storico maestro tra quelle mura) e dei suoi collaboratori è stata recuperata e raccolta in un fascicolo la documentazione relativa all’edificio di viale XIII Giugno. In quel faldone si possono visionate, tra le altre cose, i disegni del progetto e le delibere di spesa. L’edificio fu terminato e consegnato ai maglianesi oltre un secolo fa, nel 1914. La prima scuola del paese costò 131 mila lire. Una somma enorme per l’epoca. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu “requisita” dai tedeschi che vi installarono un lazzaretto. Inoltre fu seriamente danneggiata in due occasioni: nel 1943 quando fu colpita da proiettili durante un duello tra alleati e tedeschi nei cieli maglianesi e il 7 maggio 1944 quando un bombardamento danneggiò nel cuore l’edificio. Che tuttavia rimase in piedi e nel secondo dopoguerra tornò ad essere la scuola dei maglianesi.

Non solo. Ospitò anche le edizioni migliori della Mostra dell’Artigianato, fino agli anni ‘90 uno dei seggi delle elezioni, manifestazioni pubbliche e, nel piazzale interno, anche eventi sportivi (lì si giocò per anni a pallavolo).
Il terremoto de L’Aquila e la lunga chiusura
I problemi iniziarono alla fine degli anni ‘90 quando divenne un’impresa praticamente impossibile far stare l’edificio al passo con le leggi sulla sicurezza. Situazione che precipitò nella primavera del 2009, subito dopo il terremoto de L’Aquila, quando ci fu un sopralluogo dei vigili del fuoco che qualche mese dopo, quando Alfredo Graziani era sindaco da poche settimane, costrinse a chiudere l’edificio. I lavori per l’adeguamento, che in un primo tempo sembravano semplici, in realtà sono stati ostici e rallentati sia dalla burocrazia che da finanziamenti arrivati con il contagocce. Ci sono voluti 14 anni, quasi 15. Ed è un dato che dovrebbe far riflettere: amministratori, pubblica amministrazione e cittadini al di là della gioia di rivedere la scuola di nuovo viva.
La mensa in ritardo all’inizio dell’anno
Intanto l’inizio dell’anno scolastico è stato caratterizzato dall’assenza del servizio mensa. Infatti alcuni lavori di sistemazione dei locali al seminterrato della scuola dell’infanzia si sono allungati oltre settembre. Ma anche in questo caso per il 2 ottobre è stato tutto risolto e il servizio a disposizione, secondo quanto riferiscono dall’amministrazione comunale. È stato installato un impianto industriale di areazione forzata e ricambio aria per migliorare la vivibilità degli ambienti.
newsletter 15 – ottobre 2023

