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Ecco i lavori per riportare l’edificio di San Liberatore in condizioni ottimali

Presentati in Cattedrale gli interventi finanziati con i fondi regionali: coperture, rinforzi antisismici e restauro degli affreschi. La celebrazione dei riti è stata spostata al Santuario della Madonna delle Grazie

Nella Cattedrale di San Liberatore il 14 maggio, dopo la Santa Messa serale, si è tenuta la presentazione dei lavori di ristrutturazione dell’edificio del Duomo grazi finanziamento ottenuto dalla Regione Lazio. Dopo l’introduzione del parroco, don Vito Gomelino, e dopo i canonici saluti del sindaco Giulio Falcetta, il tema è stato svolto dai tecnici incaricati.

Un edificio che nasce nel 1300

Ingegnere e architetto che hanno fatto una breve storia della costruzione dell’edificio, avvenuta e attestata intorno al 1300, sui resti dell’oratorio dedicato in origine al culto di San Giacomo oggi riconducibili ai locali della sacrestia. Ma dell’antica chiesa edificata nel ‘300 resta oggi ben poco, a causa dei lavori di ristrutturazione in stile tardo barocco del ‘700, inclusa in particolare la facciata edificata nel 1735 nella forma in cui oggi appare. Il campanile sembra invece appartenere, nella sua costruzione, a un periodo storico antecedente al rifacimento settecentesco.

In programma lavori quasi invisibili

A seguito degli studi preliminari, eseguiti secondo tecniche innovative più evolute – tali da potersi considerare “un vero e proprio lascito nelle misurazioni e nelle illustrazioni della intera Concattedrale per ogni successiva opera futura da svolgersi nel sito” – sono emerse criticità nella copertura dei tetti e nei discendenti, nella struttura antisismica e nella cromaticità dei dipinti. I lavori pertanto, nel complesso, riguarderanno essenzialmente opere pressoché non visibili.

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Cattedrale di San Liberatore
Interventi principali

Finanziamento Regione Lazio · Presentazione 14 maggio

Rifacimento coperture

Rinnovo completo di tetti e discendenti per eliminare l’umidità sulle pareti interne ed esterne

Adeguamento antisismico

Installazione di nuove catene metalliche nelle aree lesionate non visibili, tra cui abside, sacrestia e sotterranei

Restauro affreschi

Intervento parziale per recuperare i pigmenti alterati dai fumi dell’incendio degli anni ’90 nella seconda cappella a sinistra

Il rifacimento completo delle coperture dei tetti e dei discendenti si rende necessario per eliminare l’umidità evidente e incombente lungo le pareti esterne e interne del Duomo. È stato verificato anche che le cosiddette tre catene (assi di ferro paralleli al pavimento) poste alla base degli archi della navata centrale, sin dai lavori dal settecento, hanno effettivamente sorretto efficacemente l’intera struttura della Cattedrale dagli eventi sismici nel corso degli anni e soprattutto da quello del 2016.

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Cattedrale di San Liberatore
Dettaglio interventi antisismici

Finanziamento Regione Lazio · Presentazione 14 maggio

3
catene esistenti dal ‘700, verificate efficaci
+ più
nuove catene in aree lesionate non visibili
Esistenti
Nuove
Navata centrale
3 catene alla base degli archi, in opera dal ‘700 — hanno retto la struttura durante il sisma del 2016
Abside nuova
4ª catena nell’arco di ingresso all’abside — cuore del nuovo intervento antisismico
Sacrestia nuova
Rinforzi nei locali della sacrestia, area di origine medievale (1300 ca.) identificata come critica
Sotterranei nuova
Catene nella parte inferiore dei sotterranei, dove sono emerse lesioni strutturali non visibili

Tuttavia altre parti del Duomo, anche non visibili, avendo subito lesioni evidenti, necessiteranno dell’installazione di catene e costituiranno il cuore dei lavori antisismici: in particolare, una quarta catena sarà apposta nell’arco da cui inizia l’abside. Altre inoltre saranno collocate nei locali della sacrestia e nella parte inferiore dei sotterranei.

Dall’incendio avvenuto negli anni 90 nella seconda cappella a sinistra, ove un tempo si realizzava il presepe natalizio, si sono sprigionati dei fumi che – come è stato accertato– hanno ridotto il fulgore cromatico degli affreschi. Il finanziamento ha dunque previsto un parziale intervento di restauro degli stessi.

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Cattedrale di San Liberatore
Interventi aggiuntivi

Fondi separati dal bando Regione Lazio · Presentazione 14 maggio

Questi interventi non rientrano nel finanziamento principale

Organo Mascioni

Ripristino dell’organo a trasmissione elettrica, in disuso da anni. Annunciato durante la presentazione dei lavori con fondi distinti da reperire.

Fabbrica Mascioni · costruito nel 1952

Statua di San Liberatore

Il parroco don Vito Gomelino si è impegnato a trovare la formula per restaurare la statua del santo patrono. Annuncio durante l’omelia del 15 maggio.

Impegno della parrocchia · fondi da definire

Nella corso della presentazione dei lavori è stato annunciato, seppur con fondi non appartenenti al presente bando, il ripristino del grande organo a trasmissione elettrica della fabbrica Mascioni, costruito nel 1952, ormai in disuso da anni. Nell’omelia del 15 maggio, infine, il parroco don Vito ha promesso che la parrocchia troverà la formula per restaurare la statua di San Liberatore.  I lavori inizieranno a breve e nel frattempo il parroco ha provveduto a trasferire la celebrazione dei riti sacri in forma quasi esclusiva al Santuario della Madonna delle Grazie, interdicendo così l’uso della Cattedrale.

Incontri newsletter 40 – maggio 2026