L’istituto “Pertini” è in testa anche nella classifica per indice occupazionale rispetto alle altre scuole con indirizzo servizi nel raggio di 30 chilometri. I diplomati trovano posti abbastanza stabili, ma solo quattro su 10 fanno il lavoro per il quale hanno studiato
L’istituto alberghiero “Sandro Pertini” di Magliano Sabina conquista il primo posto nella classifica Eduscopio 2025 degli istituti professionali con indirizzo servizi nel raggio di 30 chilometri. L’indagine della Fondazione Agnelli posiziona infatti la scuola maglianese davanti all’“Alessandro Farnese” di Caprarola, al “Giuseppe Colasanti” di Civita Castellana e al “Margherita Hack” di Rignano Flaminio. L’indice di occupazione dei diplomati, dopo la fine del percorso formativo, raggiunge infatti il 56,46%, il valore più alto tra le quattro scuole esaminate. Il dato supera di oltre tre punti quello del “Farnese” di Caprarola, fermo al 53,07%, e di quasi 17 punti quello del “Colasanti”, che registra il 39,06%. Ancora più marcato il distacco dal “Margherita Hack”, che si attesta al 33,33%.
I tempi di inserimento occupazionale
La ricerca Eduscopio misura pure i tempi di attesa per il primo contratto significativo, individuando così la capacità degli istituti di preparare gli studenti al mondo del lavoro. Gli studenti del Pertini arrivano a questo risultato in media in 186 giorni. Chi è uscito dal “Farnese” impiega 193 giorni, chi proviene dal “Margherita Hack” ha impiegato 279 giorni e chi ha studiato al Colasanti ha avuto bisogno di 288 giorni. L’indagine prende in considerazione anche la distanza media tra la casa del diplomato e il luogo di lavoro. Il Pertini registra 20 chilometri, il valore più alto tra le quattro scuole. Il “Farnese” registra 18 chilometri, il “Colasanti” 14 e il “Margherita Hack” 11.
Che tipo di contratti firmano i diplomati
Ma cosa fanno i diplomati a distanza di due anni? Al “Pertini” il 48% risulta occupato stabilmente (più di sei mesi in due anni) e il 15% sottoccupato (meno di sei mesi in due anni). Il 38% lavora e studia all’università, mentre il 22% è disoccupato o impegnato in altra formazione. Il confronto evidenzia che, sommando occupati e sottoccupati, a Magliano si raggiunge il 63%. Caprarola (45% occupati, 23% sottoccupati) arriva al 68%. Civita Castellana (26% occupati, 25% sottoccupati) è al 51% e Rignano (30% occupati, 35% sottoccupati) è al 65%.

La tipologia di contratto dopo due anni vede al “Pertini” una prevalenza del tempo indeterminato (43,2%) e dell’apprendistato (37,8%), mentre i contratti temporanei rappresentano il 18,9%. Il “Farnese” mostra il 42,7% di tempo indeterminato, il 52,4% di apprendistato e il 4,8% di temporaneo. Il “Colasanti” presenta il 44,0% di tempo indeterminato, il 48,0% di apprendistato e l’8,0% di temporaneo. Il “Margherita Hack” registra 0,0% di tempo indeterminato, 50,0% di apprendistato e 50,0% di temporaneo.
La coerenza tra studi e lavoro
Un elemento significativo riguarda la coerenza tra il diploma conseguito e il lavoro svolto. A Magliano il 37,5% dei diplomati trova un’occupazione coerente con il titolo di studio, mentre il 10% svolge professioni trasversali e il 52,5% lavora in ambiti non coerenti. L’istituto di Caprarola presenta dati più favorevoli con il 43,6% di coerenza, seguito dal “Margherita Hack ” di Rignano con il 50,0% di professioni trasversali (con 0,0% di coerenza diretta) e dal “Colasanti” con l’11,1% di coerenza.

Il numero medio di diplomati per anno conferma la dimensione delle diverse scuole. Il “Farnese” ne conta 90, il “Pertini” 33, il “Colasanti” 31 e il “Margherita Hack” 20. La media provinciale degli istituti dello stesso tipo mostra che il Pertini si inserisce in un contesto formativo consolidato, con risultati che premiano l’efficacia dell’inserimento lavorativo rispetto alla prosecuzione degli studi universitari.
Incontri newsletter 35 – dicembre 2025

