Il musicista maglianese ha accompagnato la Filarmonica Umbra a Orvieto che ha suonato strumenti costruiti dai detenuti di Opera con i resti di sessanta imbarcazioni di migranti
Il 6 settembre scorso a Orvieto, presso il teatro Mancinelli, si è tenuto il concerto dell’Orchestra del Mare per opera dell’Orchestra Filarmonica Umbra “V. Calamani”. Ad accompagnare l’Orchestra del Mare con il clavicembalo, il maglianese Filippo Proietti, direttore d’orchestra e insegnante di educazione musicale presso la scuola media di Magliano. Sono state eseguite le Quattro stagioni di Antonio Vivaldi con la voce recitante di Margherita Buy.
No, non c’è niente di sbagliato in quello che avete appena letto: un’Orchestra del Mare. I musicisti della Filarmonica Umbra hanno infatti suonato strumenti costruiti dal laboratorio di liuteria e falegnameria del carcere milanese di Opera con i resti di circa sessanta imbarcazioni di migranti approdate a Lampedusa. Resti donati dal Ministero dell’interno e salvati dalla distruzione che nel corso degli anni sono stati benedetti da Papa Francesco e suonati in concerti di grandi artisti internazionali come Sting.
Gli strumenti, realizzati dai detenuti del carcere lombardi, vengono dati in prestito e utilizzati da differenti orchestre italiane e straniere che condividono i valori del progetto. Si tratta di strumenti ad arco: violini, viole, violoncelli e contrabbassi, e strumenti tipici della tradizione mediterranea, come chitarre, mandolini, mandole, mandoloncelli.
“Ho avuto il piacere di ascoltare l’illustrazione del progetto da parte del suo ideatore Arnoldo Mosca Mondadori, nel momento in cui ha consegnato gli strumenti ai musicisti” racconta Filippo. “Sono strumenti ad arco fatti di legno vivo, sentire il loro suono è un po’ come ascoltare le voci di chi ha attraversato il mare”.
In copertina una esibizione dell’Orchestra Filarmonica Umbra a Orvieto.
Incontri newsletter 33 – settembre-ottobre 2025

