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Cosa cambia a Magliano con il contratto di fiume della Media Valle del Tevere

Inizia la fase esecutiva: progetti per tre anni. Ecco quel che sarà realizzato subito e quanto ancora è sulla carta. Opportunità di sviluppo sostenibile

A giugno si inizia con la ex Masan. Entro le fine di quest’anno è prevista la verifica tecnica per accertare se il centro di compostaggio di Campana sarà da sottoporre a bonifica ambientale. Costo: 41 mila euro, tutti messi a disposizione dalla Regione Lazio. Il sito era nato nel 2001 ed era poi finito dal luglio 2004 in una lunga vicenda giudiziaria per inquinamento. A settembre poi toccherà a Foglia. Il programma è di costruire, in 12 mesi, un impianto di fitodepurazione. Gli scarichi saranno filtrati dalle piante, con zero consumi di energia. La capacità di trattamento sarà quella equivalente alle necessità di 500 abitanti. Investimento: 210 mila euro. Il progetto coinvolgerà il Comune di Magliano Sabina, l’Ato 3 Rieti, Acqua Pubblica Sabina e la Regione.

Sono questi i primi effetti, a Magliano, della firma il 24 febbraio scorso al Teatro Manlio, da parte di 58 soggetti, dell’accordo di programmazione negoziata per il Contratto di Fiume della Media Valle del Tevere da Orte alla Riserva Tevere-Farfa di Nazzano. Il “contratto” ha mosso i primi passi nel 2014 e finalmente entra nella fase esecutiva. Se tutto va come previsto in sette anni potrebbe gettare le basi per cambiare il volto e l’economia – in chiave sostenibile – di un comprensorio costituito dai territori di 15 comuni che si affacciano sulle due sponde del corso d’acqua.

Investimenti già finanziati per 3,5 milioni

“Sono 60 mila abitanti e 500 chilometri quadrati di superficie”, dice il coordinatore tecnico Massimiliano Filabozzi. “Le dimensioni minime per offrirsi agli investitori. La difficoltà è tenere assieme Tuscia, Sabina, provincia romana e Umbria. Il Tevere, che per lungo tempo ci ha diviso, ora dovrebbe fare il miracolo di unirci”. L’accordo appena firmato definisce cosa sarà fatto e cosa si intende realizzare nei prossimi tre anni: 144 azioni, 28 delle quali per 22,5 milioni di valore economico, di cui 14 già con copertura finanziaria per 3,5 milioni.

“Il Tevere, che per lungo tempo ci ha diviso, ora dovrebbe fare il miracolo di unirci”.

Massimiliano Filabozzi

Di fronte a questi grandi piani, come accaduto talora in passato, si pone sempre l’interrogativo se non si risolvano, poi, in elenchi di aspirazioni e opportunità mancate o invece di un insieme di risultati concreti. Se non si immagina il futuro, d’altronde, però neanche si tenta di costruirlo. Di certo la capacità di realizzare quanto pianificato nei prossimi tre anni si rivelerà ora decisivo, ma è fondamentale capire di cosa si tratta, specie per chi magari volesse investirci. Le opportunità ci sono, anche perché si mettono insieme società civile e istituzioni, impresa e intervento pubblico, realtà geografiche disparate in grado di costituire un grande comprensorio interregionale.

Contenere i danni di inondazioni e magre

Cosa potrebbe accadere a Magliano entro il 2024? Intanto la messa in sicurezza dal rischio alluvioni di Alboreto e Francellini. Sempre però che si trovi il previsto finanziamento da un milione e mezzo. Il centro di ricerca di Enel Green Power – azienda che gestisce la diga a monte – dovrà invece studiare come evitare che Fiume Morto, specie nei periodi di magra, si prosciughi al punto da far morire le specie animali e vegetali che ospita. Un tratto d’acqua, tra l’altro, guardato con interesse anche da chi fa canottaggio. Allo stesso modo si cercherà di proteggere l’habitat di flora e fauna sulle sponde del Tevere a Francellini e realizzare il recupero ambientale delle cave di Foglia, prima che qualcuno pensi di usarle – magari – per farne depositi di rifiuti.

Il turismo sul Tevere a partire dal casello A1

La sfida più vistosa – e stavolta per chi intende fare impresa – è collocata a Campitelli, in corrispondenza del casello dell’Autostrada del Sole. Il progetto (da definire, pure nei costi): un punto di accesso con box di accoglienza, parcheggi di scambio, aree di ristoro, noleggio biciclette e bike sharing per Magliano e Gallese. E ancora: valorizzazione dei belvedere e recupero di vecchie strade di campagna come itinerari pedonali o ciclabili tra la valle e i centri di Magliano e Foglia, una piazza sul Tevere a Francellini, itinerari culturali, enogastronomici, naturalistici e sportivi in collegamento con Gallese e Borghetto. Tra i progetti anche il recupero del Casale e dei terreni vicino all’approdo fluviale di Foglia. Un “porto” reso inservibile dalle alluvioni del 2012 e del 2016 (qui il sopralluogo del 2016), oltre che dai vandali, che però dovrà essere risistemato. E anche questa è un’iniziativa da mettere nella lista delle cose da fare.

(La foto di copertina è Valle del Tevere, Sabina di Aurelio Candido licenza CC BY-NC-SA 2.0)

newsletter 01 – aprile 2022