La cantautrice maglianese ha pubblicato il brano l’8 marzo, Giornata della donna. Autoprodotto e già su YouTube e Bandcamp. La canzone esplora quel meccanismo subdolo dove la manipolazione e il possesso vengono travestiti da amore
Giulia Tripoti, artista che vive da anni a Magliano, ha pubblicato il suo primo singolo solista dopo tredici anni. Il brano si intitola “Promesse” ed è uscito l’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Non è stata una data scelta a caso: il titolo porta con sé una riflessione precisa su un tema che ritorna spesso nelle cronache.
Il soggetto non è autobiografico. “Ho scritto questo brano anni fa, ispirata dalle storie e testimonianze che riempiono le cronache”, ha spiegato Tripoti. “Non è il racconto di un mio trascorso personale, ma un’analisi sonora di una delle prigioni più difficili da scardinare: quella psicologica”.
Il brano entra nella dimensione della manipolazione affettiva. “Promesse esplora quel meccanismo subdolo dove la manipolazione e il possesso vengono travestiti da amore” ha scritto l’artista. “Ho voluto dare voce a quello stato di colpevolezza e di inadeguatezza che una relazione tossica – o una società ancora retrograda – può cucire addosso a una persona, fino a convincerla di essere lei quella ‘sbagliata’”.
Il titolo rimanda a un’immagine precisa. “Le ‘promesse’ sono i patti che spesso si fanno con se stesse per uscire dal buio, ma che si continuano a rimandare perché schiacciate da chi usa l’insicurezza come arma di controllo” ha aggiunto la cantautrice. “Questo racconto rappresenta chiunque viva in quella gabbia invisibile, dove l’ansia è costante come un ronzio che sposta i fili della realtà”.

La scelta dell’8 marzo
La data di uscita non è stata dunque casuale. Ed è stata accompagnata anche da una riflessione sul contesto internazionale. “Decidere di lanciare il mio nuovo singolo solista dopo tredici anni, mentre il mondo sembra non volere altro che la guerra, mi rimane difficile e alienante. Trovare le parole pure è quasi impossibile… il mondo fa un rumore assordante, pieno di odio, che copre tutto il resto. Sono incazzata, vorrei fosse solo un incubo”. La conclusione è una risposta a quella stessa difficoltà: “La musica è la mia vita e in momenti come questo forse bisogna resistere proprio “vivendo”, come una promessa fatta a se stessi”.
La produzione è una autoproduzione
Il progetto è interamente autoprodotto. «Questo brano segna l’inizio di un mio ritorno solista dopo tredici anni: un viaggio iniziato molto tempo fa e che ora segue i suoi tempi naturali” ha scritto l’artista. Tripoti ha scelto Bandcamp come canale principale di distribuzione diretta: acquistare il brano sulla piattaforma significa sostenere direttamente il suo lavoro e la musica indipendente. Promesse sarà disponibile anche su Spotify e le altre piattaforme di streaming.
Il video è visibile su YouTube. Il brano è acquistabile su giuliatripoti.bandcamp.com.

