Un ritratto a matita, una frase scolpita sulla tomba, un figlio mai nato: dieci anni dopo Dacca, il ricordo di Simona Monti, che aveva fatto del viaggio la sua missione e del mondo la sua casa
Nei giorni convulsi che seguirono la tragica giornata del 1 luglio, un fiume di persone entrava ed usciva da casa nostra: il dolore, quando assume dimensioni così grandi, può togliere la lucidità. Il tempo ha sbiadito i ricordi di tante presenze e di tante parole ma un dettaglio è rimasto incancellabile. Credo che Giorgia avesse fatto del doposcuola con Simona. La visita di quella ragazza aveva di speciale un ritratto a matita con gli occhi di Simona e questa frase: “Sono figlia del viaggio, il mondo è la mia casa, i miei occhi luoghi meravigliosi, la mia vita una straordinaria avventura”.
Quegli occhi e questa frase sono stati scelti come memoria per la tomba di Simona.
Dopo dieci anni, mentre il ricordo di molte cose sbiadisce, resta una lapide marmorea a ricordare la storia di una giovane donna che aveva fatto del mondo la sua casa, del viaggio la sua missione. In una parola, Simona è stata una avventura.
La pancia che custodiva il piccolo Michelangelo forse le avrebbe dato la possibilità di conoscere il valore della stabilità. So che Simona insieme al suo compagno iniziava a pensare ad una casa, ad una stagione di maternità in cui avrebbe potuto raccontare al suo bambino l’avventura condivisa insieme a tante compagne di università in cui ogni particella di questo pianeta era stato toccato. Forse avrebbe trasferito nella sua casa le innumerevoli calamite di paesi visitati che restano ancora oggi appese a tante bachece, come reliquie di momenti vissuti. Ma il Bangladesh, casa di tanta povera gente, è stato l’ultimo lembo di terra e l’ultimo drammatico istante per una vita che non è sembrata esser fatta per la stabilità.
Un attentato terroristico ha messo fine alla sua e alla vita di tante giovani persone intraprendenti che hanno amato il mondo e la sua eterogenea diversità.
Di Simona intanto, oltre il ricordo, resta un marmo con impressi i suoi occhi verdi e un inno a tutto ciò che questi sono riusciti a vedere nel breve percorso della vita terrena: una straordinaria avventura, appunto.
Incontri newsletter 42 – luglio agosto 2026

