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Grafica Sabina firma l’allestimento di una mostra al Bioparco

Dalla progettazione alla realizzazione, la tipografia maglianese protagonista dietro le quinte di un’esposizione internazionale dedicata al rapporto tra uomo e natura

Un angolo di Magliano nel cuore di Villa Borghese. È questa l’immagine che meglio racconta la presenza discreta ma decisiva di Grafica Sabina all’interno della mostra fotografica Wildlife and Community Bonds – Confini sottili, firmata da Luca Catalano Gonzaga, romano ma gallesino d’adozione, e ospitata nella Sala degli Elefanti del Bioparco di Roma dal 2 al 21 aprile 2026, in occasione dei 60 anni del WWF Italia.

Dietro la forza evocativa degli scatti, capaci di raccontare il fragile equilibrio tra uomo e natura nei luoghi più remoti del pianeta, c’è infatti anche un lavoro altrettanto importante, fatto di progettazione, cura dei dettagli e realizzazione concreta degli spazi espositivi. Un lavoro che porta la firma di Grafica Sabina, storica tipografia maglianese, che ha seguito l’intero processo: dalla progettazione grafica alla produzione dei materiali, fino all’allestimento finale della mostra all’interno della sala.

Luca Gonzaga

Un lavoro che costruisce l’esperienza

Un contributo fondamentale che ha trasformato un progetto fotografico in un’esperienza immersiva per il pubblico, capace di accompagnare il visitatore lungo un percorso fatto di immagini, storie e suggestioni. I lavori sono stati realizzati dall’intero staff di Grafica Sabina, composto da Francesco e Umberto Urbanetti e Fabio Agostinelli.  “Siamo felici ed anche un po’ orgogliosi di aver curato e realizzato questa mostra fotografica nel cuore di Roma. Ringrazio Luca Catalano Gonzaga e la Witness Images per averci dato questa opportunità” ha dichiarato Francesco Urbanetti.

Riscontri positivi e grande partecipazione

Una soddisfazione resa ancora più significativa dal grande afflusso di pubblico registrato nei giorni di apertura e dai numerosi riscontri positivi ricevuti da visitatori e addetti ai lavori. Un risultato che, come sottolinea lo stesso Urbanetti, premia non solo la qualità del progetto fotografico, ma anche il lavoro attento e meticoloso svolto dietro le quinte: “è stata una mostra importante, in una location prestigiosa come il Bioparco di Roma, che ha visto una partecipazione ampia e un apprezzamento concreto da parte dei visitatori. Per noi è motivo di grande soddisfazione aver contribuito a valorizzare un progetto così significativo, curandone ogni fase fino all’allestimento finale”.

Parole e gesti che raccontano non solo la soddisfazione per un progetto prestigioso, ma anche il valore di una realtà artigianale che, nel tempo, ha saputo evolversi mantenendo intatta la propria identità. Grafica Sabina, infatti, rappresenta un esempio concreto di come competenza tecnica, esperienza e passione possano tradursi in qualità riconosciuta anche al di fuori dei confini locali.

Un viaggio tra continenti e convivenze possibili

La mostra, attraverso cinque reportage internazionali, porta i visitatori in Africa, Asia ed Europa, raccontando storie di convivenza possibile tra comunità locali e fauna selvatica. Ma accanto al racconto fotografico, prende forma anche un altro percorso: quello di un’eccellenza del territorio sabino che, con professionalità e visione, contribuisce a dare forma e sostanza alla cultura. E così, mentre le immagini di Gonzaga parlano di equilibri fragili e connessioni profonde, Grafica Sabina dimostra ancora una volta come anche dai piccoli centri possano nascere progetti capaci di arrivare lontano, continuando a essere apprezzata e a distinguersi ben oltre i confini del territorio maglianese.

Incontri newsletter 39 – aprile 2026