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I ricordi di Ivanna fuggita da Kiev: “A Magliano ho trovato accoglienza e aiuto”

Cosa fanno e dove vivono gli ucraini costretti a fuggire dal loro Paese nel febbraio 2022 a causa dell’invasione russa. La testimonianza della donna che oggi vive in Francia. Vorrebbe tornare per ringraziare tutti coloro che l’hanno aiutata. Il racconto della sua infelicità per la Patria oggetto di un’ingiustificata aggressione

Il 24 febbraio 2022 l’Ucraina, e con essa l’Europa e il mondo, è precipitata nell’incubo della guerra. Un conflitto nato a seguito dell’invasione da parte della Russia e che in questi giorni si sta cercando di far cessare con una pace che sia “giusta”. A seguito di quell’atto di aggressione molti ucraini si videro costretti a lasciare le loro case e a cercare ospitalità in tutto il continente, Italia e Magliano comprese.

Ivanna Dadiunova, originaria della Crimea, è una delle donne, che, assieme alle sue figlie, è scappata da Kiev, dove per ventuno anni ha vissuto e lavorato nel settore turistico. Nel febbraio 2022 è fuggita ed è appunto arrivata a Magliano. “Mi sono rifugiata a Magliano per un mese, perché la mia amica Anna, moglie di Leonardo Varasconi, vive lì e ci ha offerto l’opportunità di stare nel suo appartamento mentre cercavamo di capire cosa stava succedendo e decidere cosa fare e dove andare dopo”.

Perché ha lasciato Magliano?

“Siamo partite per la Francia perché le mie figlie dovevano finire l’anno scolastico. Dato che conoscevano già il francese, è stato più facile per noi trovare scuole in Francia.  Mia figlia maggiore ed io ci siamo trasferite a Montpellier perché è stata ammessa all’università qui nel 2022 e continua gli studi. Io lavoro alla reception di un hotel,  grazie ai miei molti anni di esperienza nel settore turistico e alla mia conoscenza dell’inglese. Mia figlia minore attualmente studia al Conservatorio di danza di Parigi”.  Ivanna vive duramente questa fase della sua esistenza. “Non posso dire di essere felice oggi” dice. “Il mio paese è in fiamme ed è in rovina, e i nostri figli – perché non esistono figli degli altri – continuano a morire. La mia casa è ancora a Kiev e mi manca profondamente. Ricominciare la vita da zero non è facile quando si hanno più di cinquant’anni. Ma credo che questo orrore finirà presto e arriverà la pace”.

Che ricordi ha della comunità maglianese?

“Vorrei assolutamente tornare a visitare Magliano di cui ho tanti ricordi. I  più toccanti sono di una cittadina piccola, accogliente e ospitale, con una storia meravigliosa e persone fantastiche”. E a questo punto Ivanna ha belle parole per alcune in particolare. “Vorrei ringraziare in particolare il sindaco che ha aiutato ad alleviare il mal di denti di mia figlia più piccola, e il veterinario locale, la cui clinica si trova vicino alla chiesa. Ha visto cosa era successo al nostro cane e ci ha prestato aiuto immediato. Entrambi si sono rifiutati di accettare alcun pagamento, comprendendo la difficile situazione in cui ci trovavamo in quel momento. Spero davvero di rivedere queste persone un giorno per ringraziarle personalmente della loro gentilezza e ancora una volta, grazie a tutta l’Italia per aver accolto e aiutato gli ucraini in questi tempi difficili. Vi auguro cieli sereni”.

Che notizie ha dalla sua città natale, dai parenti e dagli amici?

“Molti dei miei amici se ne sono andati all’inizio della guerra e si sono trasferiti in altri paesi, principalmente per la sicurezza dei loro figli. Sebbene Kiev sia talvolta considerata più sicura in termini di bombardamenti, questa non è la realtà. Ogni notte si sentono le sirene antiaeree e la gente continua a morire. Ecco perché, per ora, né io né i miei amici siamo disposti a correre il rischio di tornare in Ucraina con i bambini finché non ci sarà un cessate il fuoco completo e garanzie affidabili di pace da tutte le parti”.

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