I dati Istat raccontano di un progressivo abbandono dal 2017 in poi da parte dei cittadini della più nutrita nazionalità presente nella cittadina. Il racconto e l’analisi di chi vive nella comunità romena sin dal 2004
I romeni stanno lasciando Magliano. A inizio 2004 erano solo 36, poi sono cresciuti di numero arrivando a stabilirsi nella cittadina in 187, finendo per rappresentare la metà della popolazione straniera e il 5% dei residenti a Magliano. L’Istat al 1° gennaio 2024 ne ha contati 138 con la cittadinanza romena: 58 maschi e 80 femmine. Un calo che sembra irreversibile a partire dal 2017.
Maria Ciolan, signora romena, ormai maglianese d’adozione, è arrivata a Magliano proprio nel 2004, come sostituta badante in una famiglia. Sarebbe dovuta rimanere per tre mesi e invece non è più andata via. Viveva a Candesti quando il marito Giovanni che si trovava a Roma dopo aver lavorato in Turchia le segnalò l’opportunità di lavoro. “A Magliano è nata la nostra terza figlia, Rebecca, adesso ha 14 anni. Le insegnanti mi dicono che è fortunata perché ha la possibilità di parlare più lingue. Ha imparato anche il maglianese”.
Maria fa parte della primissima ondata e si può dire che abbia assistito a tutte le fasi di presenza dei suoi connazionali a Magliano. “Quando sono arrivata la Romania non era ancora membro dell’Unione Europea. Lo sarebbe stata a partire dal 1° gennaio 2007. Io con il contratto di lavoro ho avuto per fortuna il permesso di soggiorno, altrimenti sarei stata considerata clandestina. E per questo nel 2005 ho potuto far arrivare i mie altri due figli: Manuela e Cosmin”.

I cittadini romeni maglianesi sono soprattutto famiglie: chi fa la badante, chi lavora in fabbrica, chi fa il muratore, chi l’operaio in campagna, chi fa le pulizie. In vent’anni le donne sono state costantemente più numerose dei maschi, con un rapporto medio di 1,40 per ogni uomo.
“Nel corso degli anni, tanti connazionali sono venuti a Magliano, e altrettanti sono ripartiti” racconta Maria. “Ad oggi siamo una decina di famiglie a vivere a Magliano (ma probabilmente molti hanno mantenuto formalmente la residenza, visto che l’Istat ne conta 138 ndr). Alcune perché hanno avuto i figli qui, altri sono figli di coloro che sono tornati in Romania dopo la pensione. Altri invece sono emigrati in altre città in cerca di un lavoro migliore, come ha fatto mio fratello che si è trasferito in Germania”. Ma il legame con i connazionali “maglianesi” resta: non è difficile vedere affissi anche a Magliano manifesti funebri di romeni deceduti in patria.
“Altri sono rientrati in Romania, perché, adesso, offre più opportunità per i propri cittadini. Venti anni fa le fabbriche chiudevano una dopo l’altra e non restava che emigrare. Oggi in Romania si vive pressoché come in Italia: hanno costruito ovunque. Anzi, alcune cose costano di più”. Poi aggiunge: “Però, in alcune zone del nostro paese, c’è ancora la povertà, proprio come tanti anni fa”.
“Mio marito, come tanti altri romeni, spera di tornare in patria, una volta che avremo smesso di lavorare. Là abbiamo casa e parenti, ma io preferirei rimanere a Magliano. Ormai è il nostro paese. Abbiamo comprato casa qui. Ci siamo sempre trovati bene, i maglianesi sono accoglienti, è un posto tranquillo e vivibile. Abita qui anche mia sorella e la sua famiglia. La sanità è inoltre un’altra ragione per rimanere: in Romania i medici non sono altrettanto preparati come qui ma è tutto a pagamento”.
Per qualche anno, una famiglia romena proveniente da Civita Castellana aveva aperto un negozio di prodotti alimentari tipici romeni in viale XIII Giugno. Una rivendita frequentata anche dai maglianesi, anche se un po’ cara. Poi a causa della concorrenza con Civita Castellana, dove era possibile trovare prodotti romeni, alla fine ha dovuto chiudere.“Avere un negozio romeno a Magliano è stato molto utile, potevamo trovare i nostri prodotti per cucinare i nostri piatti tipici senza andare lontano, ma adesso si trovano anche nei supermercati italiani”.
E l’integrazione? A parlare è Manuela, figlia di Maria e Giovanni Ciolan: “Quando ho iniziato la scuola mi sono trovata bene, anche se qualche bambina cercava di escludermi, in quanto ero straniera, ma l’atteggiamento era sicuramente dettato da quello che si diceva in famiglia. Mamma Maria ha combattuto per l’integrazione di noi figli e abbiamo infine trovato tanti nuovi amici e una nuova famiglia”. E poi aggiunge orgogliosa: “Sono a Magliano da venti anni e mi sento italiana al 100%. Adoro lo spirito, la passione, il cuore che gli italiani mettono nelle proprie cose. Mi piace il cibo. Mi piace vivere a Magliano: è un luogo tranquillo, immerso nel verde, con bellissimi panorami ed è al centro di vie di comunicazione che permettono di spostarsi ovunque”. E il legame con la madrepatria? “Quando sono stata con i miei genitori in Romania l’ultima volta, sono rimasta sbalordita: nei centri commerciali tutti parlano italiano”.
Incontri newsletter 30 – maggio 2025
