La società nel 2017 doveva incassare circa un milione e mezzo di tributi e multe per il Comune che ha provato a recuperare i soldi. Ma ora serve un super esperto
Un super esperto per dormire sonni tranquilli in Comune. Sì, perché il fallimento della società che fino a nove anni fa gestiva le riscossioni di vari tributi di Magliano continua in qualche modo a preoccupare a Palazzo Vannicelli. Si tratta del fallimento della società di riscossione Duomo Gpa alla quale tra il 2006 al 2015 il Comune aveva affidato la riscossione coattiva di Imu, Ici, tariffe per servizi a domanda individuale e multe non pagate oltre a Tosap e pubblicità. Quando l’attività della Duomo Gpa – che sarebbe stata poi dichiarata fallita nel 2018 – fu sospesa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’inchiesta della Procura di Milano la società di riscossione aveva in carico diverse cartelle da riscuotere per il Comune di Magliano.
Oltre un milione di euro in crediti difficili da recuperare
Una situazione che fu fotografata in una relazione dell’allora revisore dei conti Rosaria Gencarelli, risalente all’agosto del 2017. A pagina 18 si leggeva che il carico presunto di ruoli coattivi che erano stati affidati alla società era pari a 1.508.532,06, il 67% dei quali rappresentavano sanzioni al codice della strada. Soprattutto multe dell’autovelox.
Una cifra di circa un milione di crediti dei quali, segnalava il revisore, “non v’è evidenza contabile tra le partite attive del Comune” segno che l’accertamento avvenne per cassa. “Tuttavia – si leggeva in quella relazione – nel corso della revisione economico-contabile, non ci si è potuti esimere dal rilevare che rispetto al complessivo carico dei ruoli affidati alla concessionaria quest’ultima abbia trasferito al Comune cifre insolitamente basse rispetto alla media percentuale che dovrebbe caratterizzare questa attività”.
Insomma, rispetto alle cartelle affidate ciò che si incassava era pochino. Sempre in quel 2016, prima della sospensione, e sempre facendo riferimento alla relazione del revisore sul Rendiconto di quell’esercizio, la società non aveva riversato i soldi incassati per i contratti in essere della Pubblicità e della Tosap per oltre 100 mila euro.

La Corte dei Conti vigila sulla vicenda
Il Comune negli anni ha proceduto, per quanto possibile, al recupero di una significativa parte dei ruoli che avrebbe dovuto gestire la Duomo Gpa. Ma non si tratta di una situazione di facile definizione tanto è vero che periodicamente la Corte dei Conti accende i riflettori sulla vicenda sollecitando gli enti loro malgrado coinvolti – circa 800 in tutta Italia – a rendicontare sui crediti ancora esigibili.
Una situazione che ha spinto il Comune ad affidarsi a un avvocato esperto in diritto fallimentare e tributario per avere un parere su come muoversi. Con una determinazione del segretario comunale del 27 dicembre scorso infatti è stato dato incarico all’avvocato Alessio Foligno della società Infosa srl. La scelta di chiedere un parere legale “si riconnette all’esigenza di supporto ed applicazione alle scelte di questa Amministrazione all’atto del fallimento societario”, della Duomo per “avere un quadro generale e comparato della situazione creatasi a seguito della mancata insinuazione nel passivo fallimentare”.
Insomma a oggi il Comune non è entrato come creditore nella procedura di fallimento anche perché, si sottolinea nell’atto del Comune, “questo Ente, dall’avvio delle procedure in capo alla Duomo Gpa, avvistati nel corso del 2017 ha adottato tutti le azioni necessarie al recupero del debenze, tra cui la presa in carico dei ruoli ancora esigibili”. Un’attività che risulta, si assicura, dagli atti custoditi a Palazzo Vannicelli.
Incontri newsletter 28 – marzo 2025

