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Il Comune di Magliano chiede ai cittadini arretrati Imu per 369 mila euro

L’operazione recupero crediti è sulle dichiarazioni 2020, prima che cadano in prescrizione. Intanto Palazzo Vannicelli si è visto domandare, per errore, ben 118 mila euro per bollette elettriche “non pagate”

Il Comune di Magliano Sabina ha emesso nel 2024 avvisi di accertamento relativi all’Imu nei confronti dei cittadini per l’anno d’imposta 2020 per circa 368.970 euro. Si tratta di avvisi che riguardano situazioni di irregolarità quali dichiarazioni incomplete, inesatte o mancati pagamenti dell’imposta. Se da un lato l’amministrazione comunale cerca di recuperare i propri crediti, accantonandoli a bilancio tra nel fondo per i crediti di dubbia esigibilità, dall’altro si è trovata a sedere dalla parte dei debitori.

Ma perché il Comune si è “ricordato” adesso delle dichiarazioni fiscali dei maglianesi che possiedono fabbricati diversi dalla prima casa, aree fabbricabili e terreni agricoli? Semplice, perché per legge gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. E il quinto anno sarà nel 2025.

Bollette: il reale debito era solo di 392 euro

I creditori hanno infatti bussato al portone di Palazzo Vannicelli. Il Comune ha rischiato di dover sborsare un sacco di soldi per delle bollette dell’energia elettrica che aveva già pagato. Nel 2013 una società di recupero crediti aveva infatti inviato una nota in Comune sostenendo che l’ente era esposto nei suoi confronti per una cifra intorno ai 118 mila euro. Ma la stragrande maggioranza delle fatture Enel erano state onorate e l’esposizione si limitava a nemmeno 392 euro, vale a dire tre bollette del 2019 che erano state pagate sì, ma non in maniera completa.

La singolare situazione che ha fatto sentire, seppur per poco, i responsabili di Palazzo Vannicelli come degli inadempienti risale alla fine del 2013 ed è dovuta a una cessione delle bollette da esigere fatta da Enel Servizio Elettrico a una prima società di recupero crediti. Nel corso del tempo questi crediti sono stati ulteriormente ceduti alla società Banca Sistema che, nel 2023, ha poi inviato una pec in Comune nei quali chiedeva al Comune appunto 118 mila euro.

Negli uffici comunali la richiesta è suonata strana ed è così partita la verifica di un cumulo di bollette vecchie di anni. A Palazzo Vannicelli sono riusciti a tracciare – documenti alla mano – tutti i pagamenti e ne dava comunicazione alla società che reclamava i crediti a suo favore presentando anche un esposto alla Banca d’Italia quale organo di vigilanza.

Incontri newsletter 26 – dicembre 2024