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Il Giubileo della Speranza degli altri: Magliano fuori dalle chiese giubilari

La diocesi ha preferito Vescovio alla cattedrale di San Liberatore. Ma pure Poggio Mirteto è stato soppiantato: gli eventi sono all’Abbazia di Farfa. Quanto ai pellegrini non risultano iniziative “laiche”

Sembra di essere tornati indietro di 530 anni. Perché tanti sono trascorsi da quando Magliano Sabina è stata eretta a sede della Diocesi di Sabina. Ma per il Giubileo del 2025 il vescovo di Sabina ha portato l’orologio indietro nel tempo a un giorno prima della bolla papale con la quale Alessandro VI Borgia ha tolto la titolarità di Cattedrale dei Sabini a Vescovio. E per le celebrazioni e i riti del Giubileo della Speranza ha indicato con un suo decreto che chiesa giubilare per ottenere l’indulgenza plenaria sarebbe stato il  Santuario di Santa Maria in Vescovio, Antica Cattedrale dei Sabini.

Non la Cattedrale dei Sabini di San Liberatore, non una chiesa di Poggio Mirteto, attuale sede della diocesi, che ha visto indicare come chiesa giubilare la Basilica dell’Abbazia di Farfa. Anche in questo caso la scelta pare legata alle origini del Cristianesimo in Sabina, da una parte e dall’altra. Una decisione rispettabile. E sempre a Farfa – tranne un’eccezione a Tor Lupara di Fonte Nuova (Rm) – sono stati finora previsti o svolti quasi tutti gli eventi legati al Giubileo.

Nel 2016 la Madonna delle Grazie in Vaticano

E a Magliano? Per ora nulla, ma magari prima del 28 dicembre, data conclusiva dell’anno religioso. Certo, da un punto di vista spirituale non cambia nulla e i credenti maglianesi possono vivere tranquillamente il Giubileo. Dieci anni fa Magliano addirittura il 17 novembre 2016 fu protagonista della cerimonia conclusiva di quello straordinario della Misericordia in piazza San Pietro con la pala della Madonna delle Grazie posta vicino a Bergoglio.

Se si esce dal piano religioso, poi, non è che le cose vadano molto meglio. Ma per tutti, non solo a Magliano.Basta fare una ricerca su Google e non si trova nessuna “offerta” per i pellegrini. Certo, la posizione geografica aiuta: ad esempio oltre 300 pellegrini della Diocesi di Cremona, in varie tappe, il 21 marzo si sono fermati a pranzo all’uscita dell’A1.

Nulla a che vedere però con il Giubileo del 2000 sul quale furono accampati speranze e progetti. Specie di costruzione di ostelli. Ed è da quello di Magliano che sono arrivate nei mesi scorsi buone notizie per via delle prenotazioni all’ecOstello.

Incontri newsletter 29 – aprile 2025