Dalla fine degli anni Ottanta fino al 2018 andare a danza era un must per tantissime bambine e ragazze. La prima scuola, l’arrivo dei danzatori russi, l’Art Dance e il tentativo di rinascita fino al 2022
C’era una volta la danza. Dalla fine degli anni Ottanta fino al 2018, la danza a Magliano Sabina è stata un’istituzione per molte ragazze e bambine. Tipicamente al femminile, la scuola di danza ha rappresentato un punto fermo per moltissime ragazze maglianesi. Le lezioni venivano svolte inizialmente nei locali parrocchiali adiacenti alla Cattedrale, poi al Centro anziani e in seguito nella vecchia palestra Mythos.

La scuola di danza maglianese aprì i battenti nel 1981 sotto la gestione dall’insegnante ternana Tiziana Patrizi. Il 1991 rappresentò un punto svolta per tutto il movimento della danza maglianese: l’arrivo dell’insegnante russa Gulia Tashbaeva e di Sergej Pokhila aveva portato novità e inserito nuovi stili di ballo. Sul finire degli anni Novanta, poi, la scuola di danza è stata gestita da Barbara Bertocci, figura storica della danza maglianese, che ha creato la Art Dance, attiva fino al 2019.
Bertocci iniziò a cinque anni ed è diventata maestra
“Ho iniziato a ballare quando avevo cinque anni, precisamente nel 1981. Ricordo che con la mia famiglia ci eravamo trasferiti da poco tempo a Magliano” racconta Barbara Bertocci. “La scuola di danza era stata aperta da pochissimo tempo ed era gestita da Tiziana Patrizi, che veniva da Terni ed è stata la mia insegnante per 10 anni, fino al 1991. Dal 1991 al 1998 la scuola di danza è stata gestista da Gulia Tashbaeva e con lei ho continuato a formarmi prima come ballerina, poi come maestra di danza”.

Principalmente si faceva danza classica e moderna, Tashbaeva ha introdotto anche delle danze folkloristiche orientali. “Nel 1998, ho ereditato la scuola di Julia e ho aperto la Art Dance” prosegue Bertocci. “La scuola era frequentata da bambine e ragazze, c’è stato un timido approccio di qualche ragazzo che però non ha trovato seguito. In quegli anni a Magliano era molto difficile far approcciare bambini e ragazzi alla danza per via dei pregiudizi. Per incentivare i ragazzi a ballare, mi ero offerta di creare dei corsi gratuiti, ma anche in questo caso c’è stato un timido approccio che poi non ha trovato seguito”. All’epoca, a Magliano, i ragazzi andavano calcio e le ragazze a danza.
Il tentativo di quattro danzatrici di rilanciare il fenomeno
Rimangono impressi nella memoria e nei ricordi dei maglianesi le bellissime esibizioni realizzate dalla scuola: Danubio Blu, La morte del Cigno, La Carmen sono solo alcune delle opere portate in scena dalle danzatrici maglianesi. Singolare è il caso di quattro ragazze: Chiara Dalla Muta, Simona Nesta, Federica Greco e Alice Senziola, cresciute tutte nella scuola di Barbara Bertocci. Travolte dalla passione per la danza fin da piccole, hanno ripreso a ballare a distanza di anni, e fino al 2022, ritagliandosi un appuntamento fisso ogni settimana.

“Abbiamo iniziato a ballare casualmente. È iniziato tutto per gioco. Ormai sono più di 20 anni che danziamo. Ci siamo fermate per un periodo ma poi abbiamo deciso tutte e quattro di tornare a danzare fino allo scorso anno. Oggi tra impegni lavorativi e familiari ci risulta nuovamente difficile farlo con regolarità” dicono.
C’erano tante regole da seguire che potevano sembrare eccessive, ma ho familiarizzato fin da subito con questo mondo. E se ripenso a tutto il mio percorso, indubbiamente la danza ha contribuito a formare il mio carattere.
Chiara Dalla Muta
“Ho mosso i primi passi di danza con Sergej e Gulia all’età di cinque anni. Poi ho continuato con Barbara. È nato tutto per gioco, o meglio, per curiosità. A metà degli anni Novanta andai a fare una lezione di prova, incuriosita dai racconti di mia cugina” racconta Chiara Dalla Muta. “È stato amore a prima vista con la danza, anche per il clima che si respirava durante le lezioni e tra noi ragazze grazie a Sergej e Giulia. C’erano tante regole da seguire che potevano sembrare eccessive, ma ho familiarizzato fin da subito con questo mondo. E se ripenso a tutto il mio percorso, indubbiamente la danza ha contribuito a formare il mio carattere”.
newsletter 20 – aprile 2024
