VITERBO – MAGLIANO SABINA – La storia cambia direzione. Se dal 1864 in poi, con l’inaugurazione dell’acquedotto di Rio Fratta, è sempre stato il Viterbese a rifornire di acqua Magliano, con l’arrivo del Peschiera il flusso si inverte. E cambia proprio a causa dell’ospite poco desiderato che le acque viterbesi portano con sé e che grazie all’acquedotto reatino – grazie alla diluizione – potrebbero trovare soluzione: l’arsenico. Dei 170 milioni di euro per potenziare la rete idrica del Reatino, infatti, oltre la metà saranno destinati al progetto ‘Acqua bene comune’, destinato a cancellare il problema dell’arsenico nei comuni a sud del Viterbese.
La notizia è emersa durante la campagna elettorale delle regionali per bocca di Enrico Panunzi, consigliere uscente che nel 2021 aveva fatto approvare dalla Pisana un atto di indirizzo in materia. I fondi fanno parte del Piano nazionale resistenza e resilienza e dei Progetti di programmazione europea della Regione Lazio. Dalla sorgente del Peschiera, con una derivazione a Magliano Sabina, arriverà acqua “pulita” con una portata iniziale di 200 litri al secondo per poi salire a 500. L’unica incertezza, per ora, pare essere quella del “quando” visto che a Magliano le condotte del Peschiera – nonostante un’attesa di mesi e i ripetuti annunci – non sono ancora riuscite a entrare in esercizio.
newsletter 09 – febbraio 2023

