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Assalto dei cinghiali: abbattuti 140 a Magliano. Un’impresa i risarcimenti

La squadra di caccia maglianese ha fatto selezione. Ma continuano i danni e la presenza anche davanti alle abitazioni. Rischio incidenti verso Calvi dell’Umbria, a Casa Cantoniera, al Giglio e alle Curve

Sono stati avvistati lungo le Curve della discesa di Magliano. Sono arrivati a cercare cibo fin sotto all’edificio scolastico in viale XIII Giugno. Sono i cinghiali, che si addentrano nei centri abitati, oltre a far danni alle coltivazioni, e non sono un problema solo della Capitale ma pure di Magliano Sabina. Da un paio d’anni, specie dopo il lockdown, numerosi cittadini maglianesi che si sono ritrovati un ungulato di fronte al portone di casa. Oppure lo hanno dovuto schivare, all’ultimo minuto, in mezzo alla strada. Un incidente con un cinghiale o un istrice non è una novità, come però non è neppure una novità faticare per riuscire ad avere un risarcimento che non sempre viene riconosciuto.

Un’emergenza di livello provinciale e c’è chi può sparare

L’invasione di questi ungulati è stata al centro di vari incontri in Prefettura e in Provincia ai quali ha partecipato anche il Comune di Magliano. Vertici durante i quali, specie gli agricoltori, hanno sollecitato interventi urgenti per limitare il numero dei cinghiali. La Coldiretti ha chiesto di permettere agli agricoltori di sparare a questi selvatici nei propri terreni. Opzione che è stata riconosciuta, per ora, nella Riserva dei Laghi Lungo e Sottile di Rieti.

Indennizzi sempre gli stessi e intanto i danni aumentano

I numeri sono impressionanti. Stando a quel che si ricava dalle tabelle del piano regionale contro la peste suina approvato a giugno in provincia di Rieti si stima una popolazione di 13.866 cinghiali. E i danni causati alle colture sono enormi: basta leggere i dati sugli indennizzi pagati agli agricoltori negli ultimi anni. Si tratta di una pratica gestita a Magliano dall’ambito territoriale di caccia Atc Ri 1. Solo nel 2020 sono stati denunciati dalle imprese che ne fanno parte territorio danni per 58.781,18 euro ma, a distanza di quasi due anni, non ci sono informazioni sugli indennizzi erogati. Nel 2018 agli agricoltori dell’Atc Rieti 1 erano stati riconosciuti circa 16 mila euro di danni (su quasi 40 mila denunciati) e l’anno successivo in pratica la stessa somma su circa 62 mila euro denunciati. Sembra da questi numeri che lo stanziamento sia fisso, mentre il problema varia e soprattutto cresce di anno in anno.

Attive 63 squadre per abbattimenti: una a Magliano

Si punta molto sull’aiuto dei cacciatori, anche nel piano appena varato dalla Regione che prevede un aumento del 30% degli abbattimenti nel triennio. Ma finora come è andata? In provincia di Rieti sono stati abbattuti 3.511 capi nella stagione 2019-2020, 2.192 in quella 2020-2021 e 4.622 in quella 2021-2022 ( va detto che i dati della caccia di selezione sono ancora parziali). Per quanto riguarda l’ambito Rieti 1 sono stati abbattuti 2.014 cinghiali nel 2019, 1.652 nella stagione del lockdown e 2.308 nella stagione 2021/2022. Nell’Atc Rieti 1 sono attive 63 squadre di caccia al cinghiale tra le quali una, molto preparata e ormai con cacciatori di grande esperienza, che opera a Magliano. I cacciatori maglianesi nell’ultima stagione venatoria hanno abbattuto circa 140 animali.

Collisioni: Calvi, Casa Cantoniera, Giglio e le Curve

Un discorso a parte, infine, lo merita il tema della sicurezza sulle strade. Numerosi investimenti di cinghiali soprattutto nella zona verso Calvi, Casa Cantoniera, lungo la strada provinciale del Giglio e sulle Curve di Magliano Sabina. Per farsi ripagare l’auto è necessario avere un verbale che prevede l’intervento immediato delle forze dell’ordine le quali attestino la presenza dell’animale sulla strada. Se poi lungo strada ci sono cartelli che avvisano della presenza di animali selvatici avere i soldi è ancor più arduo.

Negli incidenti serve l’intervento delle forze dell’ordine

“Le tre regole per poter accedere all’assicurazione prevista dal fondo che la Regione ha previsto per questo tipo di incidenti sono tre: presenza dell’animale in strada, forze dell’ordine sul posto e assenza di segnaletica che avvisa del pericolo”, dice Paolo Ciceroni, un maglianese che da anni si occupa del tema perché responsabile territoriale della Giesse Risarcimenti. “Dunque se ci si ritrova coinvolti in un incidente con un cinghiale bisogna chiamare, nei limiti del possibile, le forze dell’ordine che devono constatare la presenza dell’animale o tracce di un suo passaggio. Per quanto riguarda la segnaletica, è ovvio, bisogna fare attenzione dove è presente specifica cartellonistica stradale”.

Le tre regole per poter accedere all’assicurazione prevista dal fondo che la Regione ha previsto per questo tipo di incidenti sono tre: presenza dell’animale in strada, forze dell’ordine sul posto e assenza di segnaletica che avvisa del pericolo.

Paolo Ciceroni

In Umbria regole più semplici per gli indennizzi stradali

Nelle strade provinciali intorno a Magliano è dunque difficilissimo farsi riconoscere i danni anche se c’è qualche storia a lieto fine. “Recentemente – racconta Ciceroni – siamo riusciti a far riconoscere un indennizzo a un automobilista che ha investito un cinghiale tra Collevecchio e Stimigliano, inoltre non va dimenticato che molte strade intorno a Magliano sono umbre e in quella Regione le regole per gli indennizzi cambiano e, talvolta, è pure più facile ottenerli”.

newsletter 04 – luglio 2022